Dopo la manovra tocca alle pensioni. E nel Pdl cresce la fronda anti-Silvio

Venerdì, 9 settembre 2011 - 11:17:00


berlusconi 14

Le richieste di dimissioni da parte dell'opposizione sono state respinte, la proposta di Giuseppe Pisanu di dar vita ad un governo di larghe intese rispedita al mittente dal Pdl, cosi' come quella dell'Udc di concedere "un salvacondotto giudiziario" al premier per farlo uscire di scena. Ma dietro le quinte diversi deputati e senatori proprio del partito di Berlusconi non nascondono piu' l'irritazione per alcune consuetudini del Cavaliere. Compatti difendono il diritto alla privacy e attaccano l'uso di sbattere in prima pagina conversazioni private, ma - e' lo sfogo di piu' parlamentari -, "mentre noi lavoriamo per tenere in piedi la maggioranza lui parla con Lavitola...". Si capisce il motivo per cui in via dell'Umilta' si teme che possa 'crollare' tutto da un momento all'altro. Anche perche' la Lega resta in silenzio ed e' pronta, riferiscono fonti del Carroccio, a sfilarsi qualora dovessero emergere ulteriori novita' giudiziarie o intercettazioni compromettenti. Il partito di via Bellerio sbarra la strada anche all'ipotesi di una nuova manovra a breve tempo. Ieri il presidente della Bce, Trichet, promuovendo le modifiche apportate al testo uscito dal Senato, ha invitato l'Italia a proseguire sulla strada del risanamento dei conti. Il Capo dello Stato ha auspicato nuovamente misure per la crescita e proprio di questo si sarebbe parlato nell'incontro a palazzo Chigi tenutosi tra Mario Draghi e Silvio Berlusconi. Fonti parlamentari del Pdl riferiscono che sul tavolo c'e' l'ipotesi di anticipare le misure sull'eta' pensionabile delle donne, inserite nella manovra al 2013 (se non al 2012) e non piu' al 2014.

E inoltre si sta studiando un intervento graduale sulle pensioni di anzianita' per cambiare l'attuale sistema. Berlusconi avrebbe rassicurato il governatore della Banca d'Italia sulla tenuta del governo e sulla determinazione a compiere riforme strutturali. Ora c'è naturalmente da abbattere il muro eretto dalla Lega, ma soprattutto da superare lo scoglio del caso Tarantini. Il Capo dell'esecutivo, dicono dal Pdl, è preoccupato per i risvolti che l'inchiesta potrebbe assumere, ripete che si tratta solo di fango e dell'uso politico della giustizia. E' - questa la riflessione del Cavaliere -una indecenza inaudita, non molleranno finche' non avranno raggiunto il loro scopo. Ma - ripete il premier ai suoi - non riusciranno nel loro intento, la gente e' con me e i numeri in parlamento ci sono. Mercoledì il Cavaliere ha cenato con il segretario generale del Ppe, Lopez, con Frattini e Alfano. Si e' parlato della possibilita' di costituire in Italia un partito dei popolari, sull'esempio del Ppe europeo. Non si sa se il Cavaliere abbia parlato anche delle inchieste. Ieri il presidente del Consiglio, pero', in alcune telefonate ha sottolineato ancora la sua amarezza per gli attacchi personali subiti e anche perche', spiega chi gli ha parlato, c'e' nel Pdl chi pensa di mollarlo credendo di salvarsi. Se cado io - e' il ragionamento del Cavaliere che viene riferito - cadono tutti.

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