Di Pietro, il viaggio negli Usa e l'assegno

Venerdì, 5 febbraio 2010 - 13:30:00


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Di Pietro/ Borrelli ad Affaritaliani.it: la foto con Contrada? Un caso molto banale. LO SPECIALE

La replica dell'ex pm: "Orgoglioso di aver accettato quell'invito"

Dopo le fotografie della cena con Di Pietro in cui c'era anche il funzionario del Sisde Bruno Contrada, spunta un nuovo scatto pubblicato dal Corriere della Sera che ritrae il leader dell'Idv in aereo con Mario Di Domenico, ex amico ed ex segretario del partito in viaggio verso Washington.

Di Pietro
Mario Di Domenico in hotel con Di Pietro

Il quotidiano di Via Solferino ricostruisce il viaggio oltreoceano di Di Pietro a caccia di finanziamenti, circostanza che l’altra sera a Montecitorio il leader dell'Idv non ricordava: "In America con Di Domenico? Lo escluderei. Credo proprio di no...".

DI PIETRO, MAI RICEVUTO NE' INCASSATO ASSEGNO BIANCHINI. "Escludo di aver mai visto, ricevuto né tanto meno incassato, né personalmente né per conto dell'Italia dei Valori, l'assegno a firma Bianchini". Lo afferma Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valor in relazione all'articolo pubblicato dal Corriere della Sera. Assegno che - prosegue Di Pietro - "per stessa ammissione dell'interessato, era invece da ben nove anni nelle mani di Mario Di Domenico senza che lo stesso ne avesse titolo". Per questa ragione Di Pietro e l'Italia dei Valori provvederemo a querelare Mario Di Domenico e anche il quotidiano "considerando ingiustificato che vengano pubblicate notizie senza effettuarne i dovuti riscontri". Di Pietro constata che "la stessa scorrettezza" è stata usata dal quotidiano anche in riferimento alla pubblicazione di alcune foto scattate nella caserma dei carabinieri "affermando che le stesse sarebbero state volutamente occultate mentre io non ero neppure a conoscenza della loro esistenza".

Il racconto del viaggio negli Usa

Il viaggio si comincia a preparare nei primi di ottobre di dieci anni fa, "quando la segreteria Idv a Busto Arsizio riceve una mail da parte di un tal ingegner Gino Bianchini, con un’intestazione intrigante, come se la comunicazione pervenisse dalle organizzazioni ecclesiastiche Vaticane: "Sanctuaryrome"", rivela il Corriere.

Di Pietro chiama subito Di Domenico: "Prendi contatti". E viene fuori che l’"ingegnere" senza laurea, come poi scopriranno, garantisce "cospicui finanziamenti", stando anche ad un capitolo del libro: "Bianchini parlava di suoi potenti amici dell’ambiente politico e imprenditoriale sostenitori di Al Gore negli Stati Uniti d'America...".

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Antonio Di Pietro (terzo da sinistra) a cena con il funzionario del Sisde Bruno Contrada (secondo da sinistra), in una delle foto scattate il 15 dicembre del 1992, nove giorni prima dell’arresto dello stesso

Sul volo per Washington oltre a presidente e segretario, ci sono Silvana Mura, oggi deputato, e Bianchini con due influenti personaggi al seguito, l’avvocato Sharon Talbot e l'imprenditore Randy Stelk, "utti in vena di attenzioni verso il nostro Paese in vista di un totale rinnovamento politico..." come avrebbe detto lo stesso Bianchini, stando ai ricordi di Di Domenico, subito sorpreso dallo scambio proposto, «perché tutto era condizionato alla candidatura dell’"ingegnere" al Senato", scrive il Corriere..

Sclao a Londra, prima tappa Washington e poi "a scorrazzare lungo tutta la East Coast, fino a Miami in Florida, alla ricerca dei dollari", insiste di Domenico ricordando la prima vera lite con Di Pietro: "Ogni sera tavolate imbandite in nostro onore. Ma mentre io, da ligio segretario del partito, ripetevo il solito ritornello della povertà francescana, Di Pietro puntualmente si alzava e si allontanava con un pretesto qualsiasi non appena si parlava di quattrini. Una, due, tre volte, la cosa insospettiva. Mi lasciava solo ad affrontare scabrosi discorsi".

Poi il clou: "Una sera Bianchini mi allungò un assegno di 50 mila dollari, ma con scadenza "13 maggio 2001", il giorno delle Politiche, con la ragione causale "elections". In pratica, mi veniva detto dai suoi sostenitori che quello sarebbe stato solo l’anticipo della ben più cospicua somma di finanziamento. Si parlava addirittura di somme dieci volte maggiori... ". Sarebbe stata questa la molla della crisi interna al vertice Idv. Con Di Domenico che, senza rimpianti per la mancata elezione di Bianchini, quell'assegno non cambiò mai. E infatti lo sventola insieme con le foto "americane", rivela il Corriere. 

 

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