Dopo Bin Laden Obama fa il bis, ucciso il Mullah Omar
Il Mullah Omar, guida spirituale dei talebani afghani, sarebbe stato ucciso due giorni fa in Pakistan. Lo riferisce Tolo Tv che cita fonti anonime dei servizi di sicurezza di Kabul. Lo riferisce anche l'agenzia afgana Pajhwok. Il Mullah Omar, secondo quanto spiegato da una fonte citata dall'agenzia, sarebbe stato assassinato dai servizi segreti pachistani e da uomini del clan Haqqani.
Il mullah Omar e' vivo: lo assicura il portavoce del gruppo talebano, smentendo la notizia data da una tv afghana. "Le notizie riguardanti l'uccisione di Amir-ul-Moemineen (il mullah Omar) sono false: egli e' vivo e vegeto", ha detto Qari Muhamad Yousaf all'agenzia di stampa islamica AIP. Secondo l'emittente Tolo, il capo dei talebani afghani, da anni in fuga, sarebbe stato ucciso due giorni fa mentre si trasferiva da Quetta al Nord Waziristan.
La sua foto più famosa risale al 1996. E' sfocata, ma ne certifica l'identità con ragionevole certezza. Il leader indiscusso dei talebani, il mullah Omar, fu immortalato poco prima dell'attacco finale dei talebani a Kabul. Il suo profilo è aquilino, la barba nera: i suoi "studenti del Corano" stavano per diventare i padroni dell'Afghanistan. Se non fosse per questa foto, e per poche altre su cui si continua a discutere, il mullah Omar sarebbe un uomo del tutto invisibile. E in effetti lo è. Nessuno, tra gli occidentali, lo ha mai visto.
Gli unici non musulmani ad averlo incontrato sono stati un inviato Onu in missione speciale nell'ottobre 1998 e l'ambasciatore cinese in Pakistan Lu Shulin. Per l'ex capo dell'intelligence afgana, Amrullah Saleh, si nasconderebbe a Karachi, in un covo di proprietà dei servizi segreti pachistani (Isi).
Nato a Nodeh, vicino Kandahar, nel 1959, pashtun, Omar viene descritto come molto alto, secondo alcuni 1 metro e 98 centimetri. Discendente di una famiglia poverissima, perse il padre bracciante quando era ancora giovane ed ebbe la responsabilità di mandare avanti la famiglia. Si dice che abbia almeno due mogli e cinque figli, tutti studenti della sua madrassa. Quando nel 1979 i sovietici entrarono in Afghanistan, decise di combattere contro l'invasore infedele come guerrigliero nella fazione dei mujaheddin Harakat-i Inqilab-i Islami. Fu ferito da una granata ad un occhio. La leggenda vuole che, dopo aver sentito il sangue colare sulla guancia, Omar si sia strappato l'occhio e lo abbia gettato via per riprendere a combattere. Da allora copre l'orbita vuota con una benda nera. Secondo fonti della Croce Rossa in Pakistan, però, sembrerebbe che Mohammed Omar fosse stato ricoverato lì e operato per la rimozione chirurgica dell'occhio.
Cacciati i sovietici, gli afgani cominciarono una sanguinosa guerra civile. Omar costruì un piccolo esercito, arruolando una trentina di talibs, "studenti" in lingua pashtu, per liberare due ragazzine rapite e violentate da un gruppo di mujaheddin. Fu così che nacque il Movimento dei Talebani, che fece presto proseliti e conquistò prima il sud e poi il nord dell'Afghanistan. Il 26 settembre, sferrarono l'attacco finale a Kabul. Per l'occasione Omar indossò il mantello sacro del profeta Maometto, custodito da sessant'anni nel reliquario di Kandahar.
Arrivati al potere, i talebani applicarono una versione rigida della sharia, la legge islamica. Alle donne non fu concesso di lavorare, eccetto che nella cura della salute, o di frequentare le scuole. Il mullah Omar decise di sancire definitivamente la sua amicizia con il leader di al Qaida, Osama Bin Laden, sposandone la figlia tredicenne e diventandone fedele alleato.
Da quando, nel 2001, è iniziata la guerra in Afghanistan, il mullah Omar si nasconde in località sconosciute. Il governo degli Stati Uniti ha offerto fino a 10 milioni di dollari come ricompensa per informazioni che possano fornire un contributo decisivo per la sua cattura. Si crede che si stia nascondendo in Pakistan, ma non esistono prove al riguardo. Nello scorso mese di giugno alcuni media locali ne annunciarono la cattura, addirittura alcuni mesi prima, nel marzo 2010. Ma la notizia, subito smentita dagli stessi talebani e da fonti internazionali, si rivelò falsa. Secondo informazioni fornite da fonti della Cia al Washington Post, sarebbe rimasto vittima di una crisi cardiaca a inizio gennaio 2011, in seguito alla quale sarebbe stato ricoverato e curato per diversi giorni in un ospedale di Karachi.
E' la stessa città indicata dall'ex capo degli 007 afgani Saleh.
Oggi è arrivata, infine, la notizia della sua uccisione. Sarebbero stati gli uomini dei servizi segreti pachistani e del potente clan Haqqani a farlo fuori, secondo gli organi di stampa afgani. Ma l'indiscrezione non è stata ancora confermata ufficialmente.



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