Viaggio tra le "Tonino's angels"
Le donne in politica: un tema su cui si consumano periodicamente parole, dibattiti e persino insulti tra gli schieramenti. E che quest'anno, in vista delle elezioni europee, ha assunto toni ben più pruriginosi e scandalistici del solito. Grazie al Pdl e al suo leader che ha allestito un riuscito mix di belle facce da copertina e rivelazioni dell'ultima ora: prima, con la vaexata questio delle veline inserite e poi scomparse dalle liste elettorali per le Europee, e poi, con le affermazioni della signora Lario sulle cortigiane dell'"imperatore", sulle "figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica". L'operazione è così riuscita che a tratti si ha l'impressione che questa campagna elettorale sia condotta attraverso il buco della serratura piuttosto che nelle pieghe di dibattiti e argomentazioni concrete.
![]() Le Tonino's Angels |
Di donne e di candidate si parla anche nell'opposizione, sebbene con minore pathos e con linguaggio più politically correct - e, di conseguenza, senza la maliziosa e interessata partecipazione degli elettori. Per il Pd il nome femminile "nuovo" è quello di Debora Serracchiani. Ma i democratici non insistono tanto sulla forza delle loro candidate quanto sul discredito del premier che, come dice Franceschini, "ignora le donne vere". Di Pietro, invece, deve dimostrare di essersi affrancato dal sospetto di maschilismo. Se vuole guadagnarsi le simpatie delle elettrici, non può permettersi di ricevere accuse persino da dentro il partito - come è accaduto con Wanda Martinelli, già Responsabile Nazionale della Consulta Donne Dell'Italia dei Valori, che ha intrapreso un'azione legale contro Di Pietro per discriminazione di genere e che, solo pochi giorni fa, all'incontro di Farefuturo ribadiva il suo inappellabile giudizio: "Di Pietro è un maschilista assoluto".



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