E Veronica mise nell'angolo il povero De Bortoli...
Avevo recentemente avuto occasione di sostenere che l'unico aspetto positivo da riconoscere a mio avviso alla vicenda del divorzio pubblicamente annunciato tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi consisteva nella riscoperta da parte dei mass media di una sana e salutare competizione. Fondata sia sul particolare impegno che il Corsera avrebbe d'ora in poi dovuto dedicare al recupero del terreno perduto nei confronti di Repubblica, La Stampa e l'Ansa (le testate cui la first lady uscente ha ritenuto di affidare in esclusiva le proprie esternazioni ed intenzioni ) che sul riaccreditamento, più in generale, di un giornalismo di approfondimento che per tutta una serie di motivi era andato scomparendo nel nostro modo prevalente di fare informazione.
Della prima considerazione ho avuto precisa e puntuale conferma. Il Ferruccio De Bortoli apparso martedì sera a Porta a Porta è stato al tempo stesso rivelatore sia di un giornalismo ferito dal non aver potuto pubblicare la notizia dei concorrenti che di un giornalismo non certo confortato dal riconoscimento postumo del Premier circa l'equilibrio dimostrato nella rincorsa e nel commento alla notizia stessa. Una beffa, quest'ultima, che si è aggiunta al danno subito.
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Quanto alla consistenza della seconda considerazione non ho invece finora registrato riscontro alcuno. Neppure dal Michele Santoro di giovedì sera. Dal quale mi sarei aspettato ben altro rispetto a quanto offerto e proposto all'attenzione e al giudizio degli utenti televisivi. Monica Guerritore a parte, calata in modo convincente (anche se eccessivamente drammatico) nei panni di Veronica Lario, tutto il resto è stato davvero molto noioso e poco stimolante. Oltrechè quasi ossessivo nel tentativo, assai improbabile e comunque malriuscito, di accostare forse la figura di Letizia ( il padre della tanto chiacchierata Noemi ) a quella del Mangano di Dellutriana e di Berlusconiana memoria.
Il male profondo di cui il nostro giornalismo del giorno dopo palesemente ha dimostrato di soffrire in merito a questa del divorzio e, più in generale , a tante altre vicende si ricava a mio avviso dalla riflessione che sto per compiere e sviluppare. Una riflessione non da addetto ai lavori ma da semplice sostenitore ed operatore del buon senso.
Crediamo cioè davvero che ciò che ha indotto Veronica Lario a separarsi da Silvio Berlusconi siano state la presenza delle veline nelle liste europee del Pdl ( non importa se effettiva o presunta) piuttosto che la partecipazione del Premier al compleanno della diciottenne Noemi? O il fatto che la stessa Noemi chiamasse o meno " Papi " il nostro Primo Ministro?
Io penso di no. Penso che quegli episodi che tutti sembrano considerare determinanti ai fini della decisione presa dalla ex first lady siano soltanto la punta dell'iceberg di ciò che ci siamo comodamente adattati a vedere. A mio giudizio sono invece nient'altro che il pretesto, l 'occasione da non perdere tra le poche altre disponibili, per rompere gli indugi nella manifestazione di un disagio lungamente annunciato. Un disagio che la consorte del Presidente del Consiglio aveva già coltivato ed espresso all'epoca della prima Lettera Aperta a Repubblica. Risultato anch'essa di un'altra occasione da prendere al volo. Per chi , come Veronica , avesse da tempo già deciso di porre fine al suo matrimonio. Una decisione che farei ragionevolmente risalire ( pur non avendo le prove per dimostrarlo ) a cinque o sei anni fa.
E' quanto a buon senso appunto deduco dal fatto che un rapporto affettivo di trent'anni, un rapporto al quale si deve la nascita di tre figli, difficilmente si spezza a seguito di un capriccio o di una incomprensione contingente. A maggior ragione essendo consapevoli che il solo annuncio di quel divorzio susciterà il polverone che ha appena cominciato a sollevare.
Sforzarsi di capire e di spiegare, rifacendosi a cinque/sei anni prima, che cosa può avere inizialmente generato e poi alimentato la crescita di quel malessre coniugale, è quanto mi sarei aspettato e ancora mi aspetto da un modo di fare informazione richiamato e ricondotto alla ricerca del sapore e del gusto di indagare su quanto di più profondo si può nascondere dietro a questa e a gran parte delle tante notizie con cui superficialmente e frettolosamente ogni giorno ci confrontiamo.
*Advisor in Politiche e Sistemi di Comunicazione
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Veronica Lario con la figlia Barbara
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