Antonio Di Pietro ad Affaritaliani.it: in Italia ormai c'è una "moderna dittatura"

Martedì, 16 settembre 2008 - 09:09:00


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Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, sceglie Affaritaliani.it, per denunciare che in Italia ormai c'è una "moderna dittatura", "ancora più subdola e pericolosa perché non è fatta di costrizioni fisiche ma di coscienze addormentate". L'ex Pm afferma: "Il concetto di dittatura è un concetto che va modellato secondo il tempo in cui la si vive. C'è stato un periodo in cui la dittatura volave dire olio di ricino, voleva dire violenza fisica, voleva dire addirittura deportazioni. C'è un periodo, oggi, in cui le libertà fondamentali vengono aggirate ai danni di coloro che hanno i diritti".

Di Pietro attacca: "Cominciamo innanzitutto dal diritto del cittadino a essere informato e a poter informare. In Italia c'è il conflitto di interesse persistente, da una parte quello delle televisioni private del presidente Berlusconi e dall'altra, ancor più grave, quello del sistema dei partiti sulla televisione pubblica che limita l'informazione indipendente; quindi il cittadino prende delle decisioni sulla base di informazioni che non sono corrette rispetto alla realtà dei fatti. C'è una menomazione al diretto fondamentale alla conoscienza".

"Secondo: c'è una limitazione al diritto politico fondamentale del cittadino a scegliersi i propri rappresentanti, perché il sistema elettorale italiano mette in mano a tre-quattro persone l'individuazione di chi deve andare a ricoprire le massime cariche delle istituzione, Parlamento italiano ed europeo e, di fatto, anche il governo perché il cittadino si ritroverà poi chi sceglie direttamente il capo dell'esecutivo".

"Terzo: il presidente della Repubblica garante della Costituzione, e quindi la garanzia fondamentale di una Costituzione che venga applicata in concreto, viene sistematicamente raggirato con l'abuso del ricorso ai decreti legge e soprattutto con le modificazioni attraverso emendamenti governativi o para-governativi che avvengono successivamente alla presentazione dei decreti legge. In modo tale che il capo dello Stato dà l'autorizzazione a un decreto per un'urgenza e si ritrova una legge in decreto legge che invece il sistema ha altre urgenze".

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