Di Pietro insiste: Napolitano spieghi non offenda
"Gent.mo Presidente, lo scorso 15 luglio Lei ha firmato e promulgato una legge in materia di sicurezza che la maggioranza parlamentare, sotto la mannaia del voto di fiducia imposto dal Governo Berlusconi, aveva da poco approvato". E' l'incipit della lettera aperta che Antonio Di Pietro rivolge dal suo blog a Giorgio Napolitano, pregando altresi' il Capo dello Stato di rispondere "nel merito, invece di offendermi anche Lei gratuitamente".
Il leader Idv nella sua articolata disamnina della questione, articolata da sembrare una sorta di requisitoria, riporta ampi stralci dei rilievi espressi dal Quirinale alla legge sulla sicurezza e rilancia la polemica sulla controfirma osservando che "a questo punto, qualsiasi persona normale si sarebbe aspettata che Lei, sig. Presidente, fosse conseguente con le premesse e le considerazioni da Lei stesso espresse e applicasse l'art. 74 della Costituzione che testualmente recita (e Lei lo sa bene!): "... il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, puo' con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione...". Insomma, a norma di legge costituzionale, poteva, e, secondo noi, doveva, non controfirmare ne' promulgare la legge ma rinviarla al Parlamento con le stesse identiche motivazioni con cui ha scritto la 'letterina di rimprovero' al Capo del Governo Berlusconi". Di Pietro ritiene anzi quella lettera "del tutto irritale giacche' la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica il potere di inviare 'messaggi' alle Camere (art. 74 Cost.) ma non al governo".
"Lei ha ritenuto di comportarsi diversamente ed a noi cittadini (e rappresentanti di cittadini, in quanto parlamentari eletti) non e' restato altro che prenderne atto ed esprimere le nostre riserve e valutazioni. Lei, pero', e' andato oltre e si e' messo - incalza - a polemizzare con me, che l'avevo invitata a non firmare ne' a promulgare la legge, affermando (anche qui cito testualmente):'...chi invoca polemicamente e di continuo poteri e perfino doveri che non ho, mostra di aver compreso poco della Costituzione...', ovviamente scatenando una scontata litania di improperi nei miei confronti. "Cio' premesso, mi sia permesso, pur con il rispetto che qualsiasi cittadino deve avere nei confronti del Presidente della Repubblica, di ribadire - prosegue Di Pietro - la palese contraddittorieta' tra le sue valutazioni sulla legge in questione (da Lei stessa definita piena di '...disomogeneita' e estemporaneita' di numerose sue previsioni... incoerenza con i principi dell'ordinamento equivoci interpretativi... problemi applicativi... norme oscuramente formulate, contraddittorie, di dubbia interpretazione, non rispondenti a criterio di stabilita' e certezza della legislazione...) e la 'decisione' adottata (sottoscrizione e promulgazione della legge)".
"Siccome pero' Lei conosce bene la Costituzione, Le chiedo: - e' vero o no che vi e' contraddizione evidente (perfino letterale) fra la 'motivazione' ed il 'dispositivo' del suo provvedimento (dice che la legge e' sbagliata ma la controfirma lo stesso)? - e' vero o no che, in questi casi, Lei ha il potere (e perfino il dovere, per usare le sue stesse parole) di non promulgare immediatamente la legge ma rinviarla alle Camere, con un messaggio motivato (art. 74 Cost.)? - e' vero o no che invece Lei non ha il dovere di inviare 'messaggi' al Capo del Governo (e nemmeno letterine a mo' di rimprovero come 'piume d'oca')? - e' vero o no che anche la legge sulle intercettazioni (e annesso bavaglio all'informazione) gia' approvata da un ramo del Parlamento e' un'altra legge incostituzionale e contraria ai principi generali dell'ordinamento? E, se e' vero, perche' Lei si e' chiamato il ministro della Giustizia per esprimergli le Sue perplessita' e non le ha esternate con un formale 'messaggio' alle Camere (art. 87 Cost.) per far sapere anche a noi parlamentari eletti dal popolo le sue valutazioni?".
"E' vero o no - riprende il leader Idv - che anche sul Lodo Alfano (quella legge ad personam che Berlusconi si e' fatta fare per non farsi processare) Lei ha usato il 'guanto di velluto' firmando e promulgando una legge che ora ogni Tribunale d'Italia sta contestando come incostituzionale? - e' vero o no che - nelle more delle decisioni della Corte costituzionale sul predetto Lodo Alfano - lo stesso Presidente del Consiglio ed il ministro della Giustizia hanno partecipato ad una 'privatissima' cena proprio con due giudici della Corte Costituzionale? E, se e' vero, vuole spiegarci Sig. Presidente della Repubblica, come intende assicurare ai cittadini (ed a noi parlamentari che li rappresentiamo) che la Corte Costituzionale non sia stata compromessa da interventi e condizionamenti esterni?".
Dura la replica della maggioranza. "E' un fatto di gravità inaudita che il signor Di Pietro continui a insolentire il Capo dello Stato", sostiene il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. "Non è ammissibile che un garante super partes sia ogni giorno oggetto di attacchi, offese e insinuazioni da parte dell'Italia dei Valori. Ecco perché c'è da augurarsi che il nuovo segretario del Pd abbia la forza e la visione necessari per rompere l'alleanza con l'Idv".
Anche dall'opposizione si alzano proteste contro l'ex magistrato. "Il Pd vada dove vuole ma abbia il coraggio di liberarsi del grillismo e di Di Pietro che inietta veleno allo stato puro sul Pd, spiega Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. "Ora il Pd non sa nemmeno se difendere le istituzioni del paese o seguire Di Pietro nella sua deriva".
E TU, SEI D'ACCORDO? DI' LA TUA



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