Avvenire/ Così Berlusconi vuole fare pace con il Papa

Venerdì, 4 settembre 2009 - 12:30:00


Dino Boffo
Dino Boffo

Avvenire/ Si è dimesso Dino Boffo

Avvenire/ Il testo integrale della lettera di dimissioni inviata da Dino Boffo al cardinale Angelo Bagnasco

Avvenire/ Per il dopo Boffo è già pronto Gianfranco Fabi. Che però a Radio 24 non ha sfondato. Fontolan (l'altro nome in corsa, ndr) non farebbe felice il Cav...

Avvenire/ Le dieci risposte di Boffo a Feltri

IL COMMENTO 1/ Dino Boffo e la verità Di Angelo Maria Perrino

IL COMMENTO 2/ La contraddizione insanabile dell’informazione cattolica Di Vinicio Albanesi

IL COMMENTO 3/
Si salvi chi può (purtroppo nessuno) Di Giuseppe Morello

IL COMMENTO 4/ Quando la stampa è micidiale Di Marco Volpati

Avvenire/ Silvio Sircana ad Affaritaliani.it: "Solidarietà a Boffo, parallelismi con il mio caso"

Avvenire/ Ecco il documento contro Dino Boffo

Dino Boffo? Per la Chiesa l’omosessualità è un peccato mortale Di Gianni Pardo

160 battute/ Caro Angelo,
sarebbe un bel colpo di teatro se lo assumessi tu, il povero Boffo. Che ne dici?
Maurizio De Caro - architects & planners

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Le accuse di Berlusconi a l'Unità. Il documento

BERLUSCONI: POVERA ITALIA CON QUESTO SISTEMA INFORMATIVO - Un commento sulle dimissioni del direttore dell'Avvenire? "Credo che possiate leggere sui giornali di oggi tutto il contrario della realtà". Silvio Berlusconi, al termine di una visita al Centro operativo interforze di Centocelle a Roma, si avvicina ai giornalisti. Qualche cronista rivolge al premier domande sul caso Feltri-Avvenire e Berlusconi si limita a dire: "Abbeveratevi alla disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia che ha un sistema informativo come questo".
La notizia delle dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo è arrivata via sms sul cellulare di alcuni ministri, a un minuto dal termine della riunione del primo Cdm dopo le ferie a Palazzo Chigi. Ma Silvio Berlusconi si guarda bene dal parlarne. Il Cavaliere, mentre nei palazzi della politica impazza il dibattito sull'epilogo della vicenda che ha visto contrapporsi Avvenire e Il Giornale, si sforza di tenere la linea degli ultimi giorni sul Boffo-gate: se ne tiene alla larga, ripetendo che l'esecutivo non alcuna responsabilità per quello che è successo e garantendo che non ci sono distanze nè difficoltà nel dialogo con la Santa Sede, che resta praticamente quotidiano. Eppure il presidente del Consiglio vuole archiviare i veleni, cancellare la traccia delle tensioni montate con le gerarchie ecclesiastiche. E la via che Berlusconi ha individuato è quella di una reazione politica che non si farà attendere, un'azione concreta su temi come bioetica, scuole private cattoliche, beni ecclesiastici, pillola abortiva Ru486. E per voltare pagina, ai ministri il presidente del Consiglio ha annunciato di voler risolvere nei primi giorni della ripresa la questione politica del biotestamento, sulla quale di recente la Chiesa è scesa in campo chiedendo che il testo uscito dal Senato, pur suscettibile di miglioramenti, non sia stravolto.

Talmente tiene il premier ai rapporti, che reputa ottimi, con il Vaticano da avere a lungo parlato, arrivando a Roma in aereo da Milano con Umberto Bossi, del colloquio che nella serata di giovedì il leader della Lega, accompagnato da Roberto Calderoli, ha avuto con il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Un incontro a sorpresa, che arriva dopo che i leghisti avevano annunciato, nei giorni scorsi, la volontà di aprire un canale diretto con la Chiesa e la volontà di recarsi in Vaticano. La Lega avrebbe presentato la richiesta di un incontro con il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, ma è significativo che il primo passo sia stato fatto dalla Cei. Una mano tesa per chiarire le posizioni, al di là delle intemperanze verbali spesso imbarazzanti che hanno caratterizzato l’ultimo periodo. Bossi e Calderoli si sono presentati al cardinale, apparso piuttosto provato dopo la bufera che si è scatenata in questi giorni, per spiegare che la Lega Nord ha radici cattoliche e le rivendica, e per rassicurare la Chiesa che il Carroccio non intende in alcun modo innalzare il livello dello scontro dopo le dichiarazioni delle scorse settimane.

Tema centrale del non breve colloquio, l’immigrazione. Bagnasco ha sostanzialmente ripetuto la posizione da lui già espressa lo scorso 25 maggio, nella prolusione all’assemblea generale della Cei, condivisa in tutto e per tutto anche dalla Santa sede. Alcuni aspetti del ddl sulla sicurezza destano perplessità, e Bagnasco ha manifestato preoccupazione per la pratica dei respingimenti, pur ricordando come essa sia praticata anche da altri Paesi. Il cardinale ha ribadito il valore "incomprimibile" di ogni vita umana, la sua dignità i suoi diritti inalienabili. Citando però anche il valore della legalità e la necessità della lotta ai trafficanti di carne umana, come pure la salvaguardia del diritto d’asilo e la sicurezza dei cittadini. È necessaria "una strategia più ampia e articolata" per far fronte a una sfida epocale come quella delle migrazioni.

Un punto importante di sintonia tra le posizioni della Lega e quelle della Cei riguarda la cooperazione internazionale, che deve diventare un caposaldo della politica italiana e anche della politica europea. "Non c’è chi non veda, infatti - aveva detto Bagnasco lo scorso maggio - che solo migliorando le condizioni economiche e sociali del Paesi di origine dei nostri immigrati si può togliere al fenomeno migratorio la propria carica dirompente. Ed è un motivo in più questo perché l’Italia si attivi molto nella riformulazione di quei più giusti meccanismi di governo dell’economia mondiale". Un tema questo che ha trovato sensibili i due esponenti leghisti. È stato anche ricordato che proprio il cardinale Bagnasco aveva già detto con chiarezza come bisognasse evitare il formarsi di "enclave etniche" nelle nostre città, perché così non solo si scongiurano microconflitti diffusi sul territorio, "ma si modifica la percezione che non di rado i connazionali hanno circa la presenza di stranieri".

Il leader del Carroccio e il ministro Calderoli hanno tenuto a sottolineare come la Lega intenda sostenere - come peraltro è già avvenuto - la difesa di quei valori definiti "non negoziabili" da Papa Ratzinger, e che hanno sempre visto i deputati e senatori leghisti tra i più assidui a votare in questo senso. È presto per dire se l’incontro sia l’inizio di una nuova stagione nei rapporti tra il Carroccio e i vescovi. Ma di certo si tratta di un segnale distensivo.

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