Avvenire/ Si è dimesso Dino Boffo
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Terremoto a Londra. L'uscita della clamorosa notizia delle dimissioni del direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, ha "fermato le macchine" de l'Economist. Il settimanale britannico aveva preparato un articolo sui 'guai' di Silvio Berlusconi ed è stato costretto a rivederlo in tutta fretta proprio a causa del colpo di scena arrivato da Roma.
Il numero de l'Economist in edicola venerdì 4 settembre riporta una nota sui più recenti guai di Silvio Berlusconi: le cause ai quotidiani, l'attacco de Il Giornale a Dino Boffo, lo scontro con l'Unione europea sul respingimento dei clandestini e quant'altro. Il tono è molto pacato, quasi per dire che già basta l'elenco dei fatti...
Nella prima versione, precedente alle dimissioni di Boffo, l'Economist chiudeva il pezzo osservando "che se le notizie relative al direttore dell'Avvenire fossero fondate, allora l'Italia avrebbe un problema di "accountability" non solo per Mr. Berlusconi. Per "Accountability" - probabilmente meglio reso con il termine "trasparenza" in italiano, per quanto una traduzione incompleta - si intende rendere conto del proprio operato, avere un atteggiamento responsabile. La versione definitiva diventa più pesante nei confronti della Chiesa.
"La carta più forte in mano a Berlusconi potrebbe essere a questo punto quella dell'etica. Il primo settembre un tribunale italiano (Terni, ndr) ha reso noti i dettagli della sentenza contro Boffo e sembra proprio che le accuse de Il Giornale siano confermate. L'unica cosa sorprendente, dopo le dimissioni del direttore di Avvenire, è che i vescovi italiani hanno tenuto Boffo in una posizione così prestigiosa e vulnerabile per cinque lunghi anni dopo la sua condanna".
BOFFO LASCIA. Dopo la polemica con Feltri si è dimesso il direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo. Ha inviato una lettera al card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana. "Basta guerre sul mio nome".
MA ATTENZIONE... Nella lettera di dimissioni, Boffo si dimette dalla direzione di Avvenire, 'Tv2000' e 'Radio Inblù ma non fa accenno né all'Istituto Toniolo, ovvero l'istituto che amministra l'Università cattolica e i vari istituti di ricerca. Ma soprattutto l'uomo di Ruini non ha lasciato la borsa, vale a dire la Struttura per il Progetto Culturale, che è il vero nocciolo del potere ruinista poiché amministra il 30 per cento delle risorse della Cei.
Il "Progetto" inventato dal mitologico vincitore del "Terni al lotto" ha in mano la cassa di tutti i grandi eventi della Chiesa: dalle settimane sociali ai convegni ecclesiali, dalla pastorale giovanile ai raduni giovanili) etc.
LA LETTERA. "Eminenza Reverendissima, da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere".
"L'attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano 'Il Giornale' guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da 'Libero' e dal 'Tempo', non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione". afferma Boffo nella sua lettera di dimissioni da direttore di Avvenire. "Un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l'ha oggi e non l'avrà domani - continua il giornalista -. Qualcuno, un giorno, dovrà pur spiegare perchè ad un quotidiano - 'Avvenire' - che ha fatto dell'autonomia culturale e politica la propria divisa, che ha sempre riservato alle istituzioni civili l'atteggiamento di dialogo e di attenta verifica che è loro dovuto, che ha doverosamente cercato di onorare i diritti di tutti e sempre rispettato il responso elettorale espresso dai cittadini, non mettendo in campo mai pregiudizi negativi, neppure nei confronti dei governi presieduti dall'onorevole Berlusconi, dovrà spiegare - dicevo - perché a un libero cronista, è stato riservato questo inaudito trattamento. E domando: se si fa così con i giornalisti indipendenti, onesti, e per quanto possibile - nella dialettica del giudizio - collaborativi, quale futuro di libertà e di responsabilità ci potrà mai essere per la nostra informazione? Quando si andranno a rileggere i due editoriali firmati da due miei colleghi, il 'pro' e 'contro' di altri due di essi, e le mie tre risposte ad altrettante lettere che 'Avvenire' ha dedicato durante l'estate alle vicende personali di Silvio Berlusconi, apparirà ancora più chiaramente l'irragionevolezza - conclude - e l'autolesionismo di questo attacco sconsiderato e barbarico".
"Nonostante le polemiche, e per l'onesta' intellettuale prima del ministro Maroni e poi dei magistrati di Terni, si è chiarito che lo scandalo sessuale inizialmente sventagliato contro di me, e propagandato come fosse verita' affermata, era una colossale montatura romanzata e diabolicamente congegnata". "Questa risultanza è ciò che mi dà più pace, il resto verrà, io non ho alcun dubbio - continua -. E tuttavia le scelte redazionali che da giorni taluno continua accanitamente a perseguire nei vari notiziari dicono a me, uomo di media, che la bufera e' lungi dall'attenuarsi e che la pervicace volonta' del sopraffattore e' di darsi ragione anche contro la ragione".
"Non potro' mai dimenticare, nella mia vita, la coralita' con cui la Chiesa e' scesa in campo per difendermi". "Mai - devo dire - ho sentito venir meno la fiducia dei miei Superiori, della Cei come della Santa Sede - afferma il giornalista nella missiva indirizzata a Bagnasco -. Se qualche vanesio irresponsabile ha parlato a vanvera, questo non puo' gettare alcun dubbio sulle intenzioni dei Superiori, che mi si sono rivelate sempre esplicite e, dunque, indubitabili. Ma anche qui non posso mancare di interrogarmi: io sono, da una vita, abituato a servire, non certo a essere coccolato o ancor meno garantito. La Chiesa ha altro da fare che difendere a oltranza una persona per quanto gratuitamente bersagliata".
Boffo ringrazia nella sua lettera anche i lettori di Avvenire: "In questi giorni - dice - ho sentito come mai la fraternita' di tante persone, diventate ad una ad una a me care, e le ringrazio della solidarieta' che mi hanno gratuitamente donato, e che mi e' stata preziosa come l'ossigeno. Non so quanti possano vantare lettori che si preoccupano anche del benessere spirituale del 'loro' direttore, che inviano preghiere, suggeriscono invocazioni, mandano spunti di lettura: io li ho avuti questi lettori, e Le assicuro che sono l'eredita' piu' preziosa che porto con me".



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