Dimissioni Di Girolamo, mercoledì il voto
L'aula del Senato voterà mercoledì sulle dimissioni del senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, sul quale pende un ordine di custodia cautelare del gip di Roma per l'inchiesta su frodi e ricettazioni nella telefonia. Lo ha deciso oggi a maggioranza la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, come riferito dal capigruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, il quale ha precisato che il suo partito voterà a favore. "Il voto sarà domani verso le 12", ha detto Gasparri, ma il calendario dovrà essere ratificato oggi pomeriggio dall'aula, a causa l'opposizione del centrosinistra, il quale chiede che si votino prima le mozioni sulla decadenza di Di Girolamo da senatore, congelate da oltre un anno. "Il voto sulle dimissioni, proprio per il loro valore sanzionatorio (per Di Girolamo si aprono le porte del carcere, ndr.), è prioritario e viene prima di qualsiasi altra discussione - ha detto Gasparri al termine della capigruppo -. E noi riteniamo che le dimissioni debbano essere approvate". 
Di Girolamo
Lunedì Di Girolamo ha inviato una lettera al presidente del Senato Renato Schifani rassegnando le sue dimissioni, ma il regolamento prevede che debbano essere accettate dal Parlamento. Il Pd, l'Idv e l'Udc vogliono invece mettere a frutto politicamente il fatto che la maggioranza in Senato abbia glissato in passato sulla posizione di Di Girolamo, già indagato per violazione della legge elettorale, in quanto si sarebbe falsamente dichiarato residente a Bruxelles per essere eletto nella circoscrizione Estero-Europa alle politiche del 2008. L'inchiesta aveva già prodotto una richiesta di arresto per Di Girolamo, respinta dalla Giunta per le elezioni e le autorizzazioni di Palazzo Madama, la quale però si era pronunciata nell'ottobre del 2008 a favore della decadenza da senatore. L'assemblea, chiamata quindi a votare sulla decadenza, aveva archiviato il tutto, approvando un ordine del giorno del Pdl che sospendeva il giudizio finché non si fosse conclusa l'azione penale.
Proprio questa decisione il centrosinistra vuole ora richiamare all'attenzione, alla luce della più grave inchiesta romana che coinvolge Di Girolamo insieme a società come Fastweb e una controllata di Telecom Italia. "Il centrodestra vuole uscire dal caso Di Girolamo senza alcuna sanzione politica - ha detto il capogruppo del Pd, Angela Finocchiaro -. Noi vogliamo tornare alla decisione sulla decadenza da senatore, che colpevolmente la maggioranza del Senato aveva deciso di ignorare un anno e mezzo fa". Non solo: "Con le dimissioni il senatore Di Girolamo conserverebbe alcuni benefici, ad esempio il fondo di solidarietà - fa notare anocra la Finocchiaro -. È incredibile che tutto si chiuda quasi con un omaggio alla generosità e all'altruismo di Di Girolamo che concede le sue dimissioni. Tutto ciò è imbarazzante per il Senato".



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