Le dimissioni, tardive, di Delbono e la scelta errata di Prodi
Martedì, 26 gennaio 2010 - 10:47:00
Di Pietro Mancini
La bionda e spregiudicata escort barese, Patrizia D' Addario, diventò famosa, molto intervistata dai giornali, in primis da quello di De Benedetti e Mauro e dall' Unità di Concita De Gregorio, che la trasformarono in una celebrata icona dei settori più violentemente anti-berlusconiani del progressismo nostrano. E, forse, D' Alema e Bersani, al posto del gelido Boccia, travolto da Vendola, alle primarie pugliesi del centro-sinistra, avrebbero potuto far scendere in campo, anzi a cavallo, Patrizia...
Quanto allo squallida vicenda di Bologna, ha sconcertato, non poco, il silenzio dei capi emiliani del PD, Bersani, Castagnetti e Franceschini, su un pasticciaccio brutto, non in linea con la tradizione di onestà, di efficienza amministrativa e di rigore morale di sindaci stimati e integerrimi, come Dozza, Zangheri e Imbeni. E ci si chiede come un ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi, abbia potuto designare, sulla poltrona del deludente Cofferati, Flavio Delbono, cioè - come meglio non avrebbe potuto dire Galli della Loggia "- " uno scialbo professorino, beneficato politicamente, colpevole di non aver capito che, tra i privilegi che l' oligarchia gli concedeva senza alcun merito, non c'era quello di usare i soldi pubblici, per portarsi l' amante in Messico ".
Speriamo di non trovarci di fronte a un caso di " doppiopesismo" mediatico- sentimentale da parte di giornali, che furono e sono severissimi contro qualsiasi " bagattella " del premier. E il modesto vitellone, ormai ex primo ( ma de chè, chiederebbe Roberto d' Agostino ? ) cittadino del capoluogo emilano, Delbono, lunedì, ha, finalmente, annunciato le dimissioni, dimostrando, seppure in grave ritardo, di aver compreso che una grande e importante città come Bologna non merita questo stillidio di notizie e di indiscrezioni su bancomat, avuti in prestito e regalati, e su amanti, prima imbarcate in uffici regionali e poi sempre più pressanti nel postulare favori e denaro. E, in vista delle nuove elezioni, il Cavaliere, Fini e Casini presentino un unico candidato e non si dividano, come lo scorso anno ! Chi? Sotto le due Torri, è ancora molto stimato e apprezzato Giorgio Guazzaloca, bolognesissimo, che 10 anni dopo potrebbe ripetere l' impresa storica di strappare ai post-comunisti Palazzo d'Accursio.



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