Di Pietro: o sfiducia a Romano o abbandoniamo l'Aula
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"L'ultimo ministro arrivato - spiega Di Pietro - e' gia' inquisito. Per questo il governo deve andare a casa. Abbiamo presenetato una mozione individuale di sfiducia e chiediamo che la prossima settimana venga messa ai voti. Fino a quando - conclude l'ex pm - non sara' votata la mozione, abbandoneremo l'aula . Non parteciperemo piu' ai lavori dopo l'approvazione della manovra".
"Ancora una volta questa maggioranza vuole fare del parlamento il luogo dell'impunita'". Commenta il leader dell'Idv. "Denunciamo l'atteggiamento truffaldino del Pdl e quello piratesco della Lega - afferma l'ex pm - che non vogliono votare in Giunta e che non hanno vergogna di non consegnare Papa ai magistrati come e' giusto che sia. Pdl e Lega sperano nel voto segreto in aula, cosi' che ognuno puo' dire che non e' colpa sua se Papa sara' salvato". Al contrario "l'Idv vuole consegnare Papa e gli altri come lui ai giudici naturali". Per Di Pietro "ancora una volta la maggioranza vuole fare del Parlamento un luogo di impunita'. Il governo - conclude il leader dell'Idv - non solo non ha piu' la forza politica, ma non ha nemmeno la caratura morale ed etica".
LA DIFESA DI ROMANO - Savero Romano scrive alla commissione Antimafia e chiede di essere ascoltato. In una lettera inviata al presidente della commissione, il ministro dell'Agricoltura spiega: "L'obbligata richiesta di rinvio a giudizio da parte della dda di Palermo, per fatti sui quali aveva reiteratamente richiesto il decreto di archiviazione nei miei confronti, ha destato clamore mediatico, polemiche politiche e forte turbamento alla mia persona, ai miei familiari e alla comunita' politica che guido. Se hai le tue ragioni ma nessuno e' disposto ad ascoltarle, difficilmente verranno riconosciute".
"Non e' un complotto - prosegue Romano - e' la marea conforme della disinformazione, e' il susseguirsi di notizie distorte che modificano la rappresentazione della realta' quasi a volerla piegare a cio' che deve apparire, diversamente da cio' che e'. Da nessuna parte ho letto una naturale critica a quei mostruosi interminabili otto e piu' anni d'indagine, nessuna sottolineatura alle conclusioni cui era piu'' volte pervenuta la Procura con le richieste di archiviazione, nessun accento sull'atto 'dovuto' al quale il pm ha dovuto sottomettersi chiedendo il giudizio. Come se tutto fosse iniziato solo adesso e ad un tratto, a forza, contro finanche l'evidenza, si volesse affermare il concetto teatrale oltre la realta'. In questa rappresentazione tragica, qualcuno vuole assegnarmi la parte del colluso con la mafia, io non sono d'accordo. Per quanto sopra, Le chiedo di convocarmi presso la Commissione che Ella presiede per una Audizione sul punto", conclude Romano nella lettera.



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