Di Pietro: "Berlusconi è come Vanna Marchi"
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Berlusconi prepara il piano sud. Ma Antonio Di Pietro lo boccia ricorrendo a un paragone singolare. "Berlusconi e' come Vanna Marchi- spiega
- ne inventa una al giorno fino a quando qualcuno non lo prende e se lo porta a San Vittore". Silvio, ma quanti ci costi? "Due miliardi e mezzo di euro", dice Italia dei Valori che ha calcolato il danno per l'erario pubblico delle leggi ad personam. Alla Camera Antonio Di Pietro e i suoi fanno i conti in tasca al premier. E presentano il conto della spesa. Venti anni di leggi ad personam, spiegano, hanno prodotto un danno incalcolabile al paese. "Dal falso in bilancio in poi, attraverso le rogatorie internazionali, il legittimo sospetto, il cosiddetto lodo Schifani poi dichiarato incostituzionale, la legge Gasparri sul sistema radio televisivo, la ex Cirielli sulla prescrizione, la legge Pecorella sull'inappellabitlita' da parte del pm, il lodo Alfano, il legittimo impedimento, il lodo Alfano costituzionale, il processo breve per la parte gia' realizzata, tutte queste norme sono costate ai contribuenti italiani 2 miliardi e mezzo di euro", spiega Antonio Borghesi presentando il dossier di Idv. Di immediata comprensione il metodo del conteggio: "Abbiamo rilevato i tempi che queste leggi sono state all'esame delle commissioni e dell'aula sia della Camera che del Senato. Abbiamo poi valorizzato il costo medio del Parlamento attualizzato al costo attuale medio di Camere e Senato. Infine abbiamo moltiplicato per il numero di ore durante le quali commissioni e aula sono state impegnate", dicono i dipietristi.E Antonio Di Pietro chiosa: "La morale della favola e' che d'ora in poi la prima cosa che deve fare un nuovo governo, chiunque sia, e' di risolvere il conflitto di interessi che non e' solo televisivo". Le sole leggi ad personam sono costate dal 2001 al 2011 una somma pari a 2miliardi e 259milioni 355mila 509 euro. Per approvarle, ci sono volute infatti 731 ore di lavoro alla Camera (418 in aula e 313 in commissione) e 629 ore al Senato (294 in aula e 334 in commissione). Bilanci alla mano, i dipietristi hanno ricavato il costo medio orario di funzionamento di ciascuno dei due rami del Parlamento e lo hanno moltiplicato per le ore spese sulle leggi ad personam. Alla Camera queste norme sono costate circa 1miliardo 361milioni di euro. Piu' economico il Senato, dove le leggi del premier hanno comportato una spesa per l'erario di 898milioni 240mila euro. Per Antonio Di Pietro si tratta di una prova di piu' del cattivo affare fatto dal Paese ad avere Berlusconi come presidente del Consiglio: "Non e' solo il tempo perso, i soldi e il lavoro buttati a fare qualcosa di dannoso invece che di utile al paese. Quel che conta e' il danno che ne e' derivato. Ma per fortuna la pacchia e' agli sgoccioli e presto ci libereremo di Berlusconi". Per farlo le speranze dei dipietristi piu' che ai ballottaggi sono concentrate sui referendum. "Berlusconi se ne va solo 'spintaneamente'- dice il leader Idv- dopo il voto amministrativo non si dimettera'. Dovranno farlo i cittadini al referendum e alla manifestazione che convocheremo per il 12 e 13 giugno. La piazza gli dara' la spinta che ci vuole".



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