Di Pietro: no a Berlusconi bis e via premio di maggioranza
No a un Berlusconi bis e via il premio di maggioranza dalla legge elettorale. Lo chiede il presidente Idv, Antonio Di Pietro, che spiega: "Rimettere in pista Berlusconi, dopo tutti i danni che ha fatto al paese, alle istituzioni e alla nostra credibilita' internazionale, sarebbe come affidare il pronto soccorso a Dracula... Liberiamocene una volta per tutte il giorno 14 e poi andiamo alle urne per dare al paese un governo che non ci faccia vergognare". 
Insomma, "sarebbe un artificio, un raggiro e io che sono stato pm penso ci sarebbero tutti gli estremi per un processo per truffa... Non credo che il Capo dello Stato potrebbe farsi garante di una truffa". L'Idv, chiarisce Di Pietro, "non fara' parte di un eventuale governo elettorale, ma chiede che quel governo non faccia altro che indire le elezioni e magari in 90 giorni modifichi il 'porcellum'". Sul piano ideale Di Pietro si schiera per il sistema uninominale a doppio turno con indicazione preventiva del premier, della squadra e del programma.
"Siamo - precisa il leader Idv - per il sistema bipolare e non per terzi, quarti o quinti poli... Ma sappiamo che altri partiti non sono di questa opinione e poiche' riteniamo, comunque decisivo, cambiare la 'porcata' di Calderoli, siamo disponibili a metterci al tavolo e a parlare di proporzionale alla tedesca o che in via minimale si elimini il premio di maggioranza, anche tornando al 'mattarellum'". Per Di Pietro "il premio di maggioranza e' di fatto una truffa, come se in matematica si dicesse che 2 + 2 fa 5...".
BOCCHINO: BERLUSCONI SI DIMETTA, AVRA' REINCARICO FINO A 2013 - Silvio Berlusconi dovrebbe dimettersi prima del 14 dicembre, andare al Colle, cosi' da ottenere il reincarico, poi dovrebbe allargare la maggioranza a Fli e Udc, predisporre una nuova agenda e cosi' il governo durerebbe fino al 2013. Il capogruppo di Futuro e Liberta' alla Camera, Italo Bocchino, delinea cosi' quello che secondo lui dovrebbe fare il presidente del Consiglio prima del voto di fiducia in Parlamento. Ospite di 'Porta a porta', Bocchino spiega di augurarsi che "Berlusconi eviti una scontro muscolare che rischia di far male al Paese. Invece, se si dimettesse e tornasse in Parlamento con un reincarico facendo un appello alto e nobile a tutti, rivolgendosi anche alla responsabilita' dell'opposizione affinche' collabori sulle riforme, farebbe - sottolinea - un piacere all'Italia e avrebbe la certezza di andare avanti e continuare per tutta la legislatura. Se - insiste Bocchino - Berlusconi si dimette prima della sfiducia e' prassi parlamentare che si vada ad un reincarico. Invece, se si viene sfiduciati la prassi vuole che normalmente non ci sia reincarico". Del resto, conclude il finiano, "anche se dovesse ottenere, cosa che non credo, la maggioranza di un solo voto, poi che cosa ci fa? Viene ogni giorno lui a votare alla Camera?".



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