Di Girolamo verso le dimissioni
Lunedì, 1 marzo 2010 - 08:55:00
![]() Di Girolamo |
C'è attesa per la decisione del senatore Nicola Di Girolamo, l'esponente del Pdl eletto in un una delle circoscrizioni estere e coinvolto nelle inchieste sui legami tra Fastweb e la 'ndrangheta
. Dopo la pubblicazione delle intercettazioni in cui è emerso un possibile ruolo della malavita organizzata nell'elezione del senatore, Di Girolamo sembra aver deciso di dimettersi dall'incarico senza aspettare che sia la stessa assemblea di palazzo Madama a prendere provvedimenti.Le dimissioni eviterebbero al Senato di dover votare la decadenza di Di Girolamo dall'incarico, soluzione che verrebbe adottata per la presunta falsificazione delle schede elettorali. Se Di Girolamo presentasse oggi le dimissioni la sua richiesta potrebbe essere calendarizzata già per mercoledì prossimo dalla conferenza dei capigruppo che si riunirà domani. Si tratta di vedere se Di Girolamo proseguirà sulla linea annunciata sabato in una intervista a Repubblica: "Le dimissioni anticipate, forse lunedì, sono una delle ipotesi cui penso", aveva spiegato. "Non la sola. Devo riflettere e valutare bene, naturalmente nella prospettiva di piena collaborazione".
MOZIONE PD PER FAR DECADERE DI GIROLAMO
Ecco il testo della mozione: "Il Senato della Repubblica ricordato che l'articolo 66 della Costituzione attribuisce a ciascuna camera il giudizio dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilita' e di incompatibilita' premesso che: sulla elezione contestata nella Circoscrizione Estero di Nicola Paolo Di Girolamo, la Giunta delle Elezioni e delle Immunita' parlamentari ha condotto una accurata, completa e diretta istruttoria e a seguito di udienza pubblica, alla presenza delle parti e dei loro difensori, ha accertato l'ineleggibilita' del candidato e proposto alla Assemblea del Senato l'annullamento della elezione e la conseguente decadenza da senatore sin dal 28 ottobre 2008; nella seduta del 29 gennaio 2009 l'Assemblea ha approvato un ordine del giorno ( a firma De Gregorio ed altri venticinque senatori del gruppo "Popolo delle Liberta'") che ha sospeso sino ad oggi la decisione sulla eleggibilita' a senatore della Repubblica di Nicola Paolo Di Girolamo, imponendo alla Giunta delle Elezioni e delle Immunita' di riconsiderarne il caso nonostante avesse gia' concluso i suoi lavori, ma solo dopo il formarsi del giudicato sulle eventuali imputazioni di falso a carico del medesimo Di Girolamo".
"Considerato che il richiamato ordine del giorno - prosegue la mozione Pd - obbliga a sospendere la decisione su una elezione contestata per un tempo probabilmente piu' lungo della legislatura in corso, mentre l'accertamento sui titoli di ammissione ed ineleggibilita' di un membro del Senato deve essere il piu' rapido possibile, per garantire la genuinita' della rappresentanza popolare; utilizza imprudentemente nelle sue motivazioni, senza alcun filtro critico, argomenti tratti dalla difesa del Di Girolamo e gia' confutati dalla relazione della Giunta delle Elezioni e delle Immunita' parlamentari, come quello che tende a minimizzare l'insussistenza della residenza fuori dall'Italia (presupposto per l'elettorato passivo nella Circoscrizione Estero) e le condotte contestate nell'inchiesta penale come dovute a "errore tutt'altro che macroscopico e solo frutto di disfunzioni di carattere amministrativo"; o come quello che, seppur confusamente, contesta alla Giunta l'utilizzazione di atti di indagine che, conferiti nel fascicolo processuale ai fini della verifica elettorale a seguito di corrispondenza tra Presidenza del Senato e Procura della Repubblica di Roma, furono visionati dalla difesa del Di Girolamo prima dell'udienza pubblica di contestazione; confonde la competenza del Senato a giudicare sulla sussistenza delle condizioni di eleggibilita' del Di Girolamo con quella della magistratura penale a valutare se per conseguirle o piu' propriamente per simularle si siano commessi reati, e facendo strumentalmente prevalere questa seconda competenza su quella dell'autonomo giudizio delle Camere sui titoli di ammissione dei propri membri, disapplica al caso in questione il dettato costituzionale. Per tutti questi motivi, al fine di ristabilire nei suoi atti il pieno rispetto dell'articolo 66 della Costituzione, il Senato della Repubblica alla luce di una piu' attenta considerazione della proposta formulata dalla Giunta delle Elezioni e delle Immunita' parlamentari (Doc. III, n. 2) revoca con effetto immediato l'ordine del giorno De Gregorio e piu', approvato il 29 gennaio 2009, ne rigetta le motivazioni in fatto e in diritto e stigmatizza il pregiudizio che esso ha indubbiamente prodotto al prestigio del Parlamento; invita il Presidente del Senato a riaprire immediatamente la discussione in Assemblea sulla proposta della Giunta delle Elezioni e delle Immunita' parlamentari (Doc. III, n. 2) ai sensi dell'art. 135-ter, comma 2 del Regolamento, affinche' essa sia conclusa senza altri indugi".



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