Di Pietro e Vendola: "Allarghiamo l'alleanza di Vasto"
Certo la foto di Vasto a tre, Bersani-Vendola-Di Pietro, appartiene ormai a un'altra era geologica, ma Italia dei valori e Sel da li' vogliono ripartire per costruire l'alleanza in vista delle prossime politiche. "L'Italia chiede al centrosinistra di aprire subito il suo cantiere e di cominciare a scrivere le sue carte", ha esordito Nichi Vendola nella conferenza stampa congiunta con Antonio Di Pietro per ridare slancio all'alternativa al centrodestra. Nel cantiere "e' necessario che ci siano i partiti come Sel e Idv, ma speriamo anche che ci sia il Pd", ha chiarito il leader di Sel. E in questa prospettiva, e' stata salutata con favore l'intervista rilasciata oggi da Pier Luigi Bersani all'Unita'. Per Antonio Di Pietro "e' tempo di ripartire perche' bisogna dare al paese un governo politico, che sia nel 2012 o nel 2013, mese piu' o mese meno, arrivera' il momento in cui i cittadini democraticamente potranno scegliere a chi dare fiducia". E "lo facciamo oggi con cuore piu' rasserenato perche' abbiamo letto dichiarazioni importanti di Bersani".
Stessa lettura delle parole del segretario del Pd ha dato Vendola. "Io e Di Pietro siamo contenti, perche' l'intervista del segretario del Pd Bersani all'Unita' e' la riapertura di un dialogo importante", ha detto, e grazie a quelle parole oggi "il leader del Pd non e' un convitato di pietra, ma un protagonista dell'alleanza" In questi mesi, nessuno lo ha nascosto, c'e' stato un allontanamento. "Da Vasto, nonostante i pochi mesi, ci separa un'epoca intera", ha sottolineato Vendola. Comunque quella foto "non e' la foto di una coalizione compiuta, una coalizione ha bisogno di piu' forze e non solo politiche, ma anche dell'ossigeno della societa' civile". Si parte dunque dall'asse Sel-Idv. "Con Di Pietro noi siamo un pezzo della speranza in un'Italia migliore. Oggi questa speranza deve diventare politica, programmi, un cantiere aperto", ha sottolineato Vendola. Senza preclusioni. "Non ho mai posto vincoli o paletti", ha ricordato, "non ho mai detto 'mai con Casini', ma non voglio neppure essere io oggetto di un veto. Si puo' fare l'alleanza progressisti-moderati se non e' un suicidio per i progressiti e un incoronamento dei moderati, Io voglio vivere...".
Detto questo, "il tema e' cosa mettiamo in questo programma, che Italia e che Europa vogliamo, su questo di deve costruire l'alleanza", ha chiarito Vendola. Insieme "vogliamo costruire un polo alternativo, una coalizione di governo non un polo di testimonianza". Sulla stessa linea Di Pietro. "Condividiamo con Bersani la strategia di un'alleanza di centrosinistra aperta ad aletre forze che ci vogliono stare", ha detto, "quella di Vasto "e' una foto da allargare, non da restringere". Ma sulla base di una piattaforma condivisa da scrivere insieme. "Voglio che nella stesura del programma siano coinvolte tutte le forze che ci stanno", ha sottolineato, "a partire pero' da ricette che coniughino solidarieta' e sviluppo, equita' e giustizia". Poi si parlera' di leader dell'alleanza, ovviamente scelto con primarie "trasparenti e partecipate, non funzionali agli apparati di partito", ha chiarito Di Pietro. In quel caso, "l'Idv potra' esprimere una propria candidatura, ma potrebbe anche, se necessario, appoggiarne un'altra".
Non ha dubbi neppure Vendola. "Ho fatto voto di non parlare piu' di primarie...", ha scherzato, "mi limito a dire che quando il popolo ha tolto lo scettro dei candidati alle nomenklature c'e' stata la svolta alle amministrative".


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