Di Pietro: eliminiamo Berlusconi
Vasto - Antonio Di Pietro nel discorso conclusivo della festa nazionale dell'Idv: «È un valore liberarsi di Berlusconi ed è per questo che oggi smetterò di attaccarlo per guardare invece alla costruzione di un'alternativa di governo che lo sostituisca». 
Antonio Di Pietro
Di Pietro ha assicurato che presto si aprirà un confronto serio «per dare vita a un'alleanza di alternativa al governo Berlusconi». Ma nel frattempo delinea un suo percorso di riforme istituzionali e invita il centrosinistra a condividerlo «altrimenti non si va da nessuna parte».
L'ex pm ha parlato di «possibile accordo con forze politiche che si confrontano non sui ricatti, e nemmeno sugli inciuci e sul malaffare». Riferendosi alle prossime regionali ha sottolineato poi che «bisogna trovare candidati che siano cittadini di valore e di onestà, non necessariamente iscritti all'Italia dei Valori». Di Pietro ha assicurato che il suo movimento «sta contribuendo a migliorare la sua classe dirigente», ma ha invitato anche i possibili alleati a fare altrettanto perché «non sempre possiamo essere orgogliosi delle persone che rappresentano le istituzioni».
Eliminazione del bicameralismo perfetto; abolizione delle province; snellimento dell'iter legislativo; rafforzamento della democrazia parlamentare; riduzione del numero di tutti i componenti delle assemblee elette negli enti locali; dimezzamento del finanziamento pubblico ai partiti; accorpamento delle amministrazioni dei Comuni con meno di duemila abitanti; sospensione delle attività professionali di chi viene eletto alla Camera o al Senato: sono questi gli ingredienti delle riforme richiamati da Di Pietro anche in vista di un possibile confronto con gli alleati. L'ex pm si è comunque pronunciato a favore del mantenimento del bipolarismo.
«La costruzione di un grande centro sarebbe solo una tresca politica che noi non possiamo condividere perché ci battiamo per il bipolarismo», ha sottolineato Di Pietro. «Non amiamo - ha aggiunto - grandi centri, piccoli centri, o cerchi più o meno concentrici. Non correremo mai dietro a questo ritorno al passato. Non accetteremo che qualcuno scelga di stare da una parte o dall'altra secondo la convenienza delle poltrone. Tutto questo - ha concluso - sarebbe una mercificazione del voto, un fatto immorale anche se non perseguibile».



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