Sondaggio/ Preoccupazione per la manovra presentata dal governo
Desta preoccupazione la manovra presentata dal Governo Monti: in un frangente di pressante crisi economico-finanziaria per l'Italia e per l'Europa, il risanamento dei conti pubblici è prioritario, ma a patto che l'equità sociale sia garantita.
È questo il messaggio che emerge dall'indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis fra i lettori di "Affaritaliani" e "libero.it": un ammonimento al nuovo Esecutivo che giunge da un campione di navigatori particolarmente attento e piuttosto critico sull'attualità politico-istituzionale.

Appena 1 intervistato su 10 approva le misure annunciate dal Governo Monti. Per quasi 2 navigatori su 3, gli interventi previsti sono necessari ma socialmente poco equi. Il 30% del campione boccia invece senza appello le proposte dell'Esecutivo.
"Sta crescendo nelle ultime ore la preoccupazione degli italiani per l'impatto sociale che la manovra economica del Governo Monti potrà avere sul tenore di vita delle famiglie. Si tratta - sostiene il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - di provvedimenti ritenuti molto pesanti dagli italiani, che appaiono comunque consapevoli della necessità della manovra per la riduzione del debito pubblico e per evitare il default del Paese. I cittadini intervistati esprimono un giudizio decisamente critico su tre punti centrali della manovra: casa, pensioni, Iva".


Proprio l'annunciato aumento di due punti delle aliquote Iva è il più sgradito dei provvedimenti: bocciato dall'83% dei navigatori. Forte risulta la contrarietà degli italiani anche al blocco della rivalutazione all'inflazione delle pensioni sopra i mille euro (79%), alla reintroduzione dell'ICI sulla prima casa (72%) e alla stretta sulle pensioni di anzianità con l'innalzamento degli anni minimi di contribuzione a 42 per gli uomini e a 41 per le donne (61%).
Esistono, tuttavia, secondo i lettori di "Affari Italiani" e "libero.it", provvedimenti condivisibili, sebbene forse non sufficienti: la tassa sull'uso di barche sopra i 10 metri e sulle auto di grossa cilindrata (90% di accordo); gli sgravi alle imprese per l'assunzione di giovani e donne e la parziale deducibilità dell'IRAP sul lavoro; la riduzione dei costi delle Province; l'imposta una tantum dell'1,5% su capitali fatti rientrare in Italia con lo scudo fiscale; le annunciate liberalizzazioni.

Dimensioni molto problematiche restano la riforma previdenziale e le nuove imposte sugli immobili. 6 intervistati su 10 bocciano l'innalzamento dell'età pensionabile di vecchiaia per tutti a 66 anni. L'ICI-IMU è ammessa, ma limitatamente a seconde e terze abitazioni, mentre preoccupa anche l'impatto sui bilanci familiari della prevista rivalutazione delle rendite catastali.
"Sembra pesare, tra i lettori di Affaritaliani e di Libero.it, - rileva il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - l'assenza di alcuni tra gli interventi più attesi dall'opinione pubblica: la riduzione del numero dei parlamentari e delle loro indennità, una patrimoniale sulle grandi ricchezze, un piano concreto per la crescita economica ed il rilancio dei consumi al fine di evitare il rischio recessione. Appare diffuso il timore che, dalla manovra, possano risultare ulteriormente penalizzati il ceto medio e le fasce sociali meno abbienti, che si aggravino ulteriormente - conclude il direttore di Demopolis - le diseguaglianze cresciute negli ultimi anni".

Nota metodologica: l'indagine Demopolis - Affaritaliani.it
L'indagine demoscopica, coordinata dal direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone, è stata realizzata dal 6 all'8 dicembre 2011 tra i lettori del quotidiano online Affaritaliani e di Libero.it. Al sondaggio, condotto dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis con metodologia CAWI tra i navigatori dei siti libero.it e affaritaliani.it, hanno risposto 8.124 cittadini. Supervisione scientifica della rilevazione online di Marco E. Tabacchi. Al campione demoscopico in rientro è stata applicata una ponderazione sulle variabili di quota in relazione al genere, alla fascia di età ed all'area di residenza degli intervistati. Approfondimenti sul sito: www.demopolis.it


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