De Luca e Loiero "campioni " del rinnovamento del Sud
Di Pietro Mancini
Nella Campania, devastata da un quindicennio di "re Bassolino ", scende in campo il grande nemico, nella sinistra, di don Antonio. Enzo De Luca, inquisito ma molto popolare nella sua città, anche se esagera, molto, chi lo definisce " il Dozza di Salerno ". In Calabria, che sta vivendo una crisi più drammatica della Campania, riecco l' eterno don Agazio Loiero, il campione dei " cambi di casacca ", ma sempre in sella, nonostante i colpi, infertigli dalle inchieste, poi naufragate, di De Magistris e quelli, tentati dai " fratelli coltelli " del Pd.
Molti dubbi, nel campo del centro-sinistra, in primis questo: siamo certi non ci fossero candidati migliori e più competitivi di Enzo e Agazio? Da parte nostra, un' osservazione. De Luca - che pure ha sempre contestato le scelte errate del governatore nella lunga e fallimentare epoca del " baSssolinismo " - non ci sembrano proprio i governatori, in grado di imprimere alle loro regioni quel profondo, e indispensabile, rinnovamento politico, etico e nella gestione del denaro pubblico.
Proprio oggi, un documentato libro, scritto da Francesco Delzio, edito da Rubbettino ( " La scossa. Sei proposte shock per la Rinascita del Sud " ) prova il fallimento degli incentivi pro- Mezzogiorno. Dal 1951 al 1988, sono stati buttati nel pozzo senza fondo del Sud ben 350 miliardi di euro di soldi pubblici. E, con questa enorme massa di denaro, erogata alle imprese negli ultimi 50 anni, si sarbbero potuti costruire bel 23 ponti di Messina ! De Luca e Loiero, il secondo più del primo, fanno parte, a pieno titolo, della classe dirigente, che ha fallito e dovrebbe trarne le conseguenze, invece di avere la faccia tosta di presentare agli elettori gli ennesimi, e assolutamente non credibili, " libri dei sogni ".



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