Bologna, per Delbono chiesto il rinvio a giudizio
Il pm Morena Plazzi ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono, a conclusione del primo filone d’inchiesta del cosiddetto Cinzia-gate. La richiesta è stata firmata anche dal procuratore Roberto Alfonso. Chiesto il rinvio a giudizio anche per l’ex assessore al Welfare Luisa Lazzaroni per intralcio alla giustizia, richiesta di archiviazione invece per l’accusa di false dichiarazioni al pm. Sarà ora il gup a decidere se accogliere o meno le richieste della Procura.
Delbono è accusato per le ipotesi di peculato e truffa aggravata nei confronti della Regione Emilia-Romagna per circa 20.900 euro, e per intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni e offerte fatte, secondo l’accusa, alla sua ex compagna Cinzia Cracchi - le cui dichiarazioni sono alla base dell’inchiesta - perchè tacesse.
La richiesta di rinvio riguarda l’inchiesta sul presunto uso di denaro pubblico per sette viaggi istituzionali fatti da Delbono dal 2004 al 2008 quando era vicepresidente della Regione. Missioni fatte in Italia e all’estero prima assieme alla Cracchi (che era nella sua segreteria, e anche lei indagata, ma la cui posizione sembra avviata all’archiviazione) e poi con Stefania Barresi, sua successiva fidanzata. Dopo si è aggiunto un altro filone di inchiesta per cui, tra l’altro, all’ex primo cittadino è stata contestata anche l’ ipotesi di corruzione per i suoi rapporti con alcuni imprenditori locali e con MirCo Divani, suo amico, consulente del Cup 2000 (il Centro di prenotazioni sanitarie unificato, dove lavorava anche la Cracchi) e intestatario del bancomat che Delbono affidò a Cinzia per anni. Delbono è indagato anche per concorso esterno in abuso d’ufficio riguardo alla questione del premio di produzione della Cracchi da quando il suo distacco dalla Regione al Cup era divenuto comando.
Per quel che riguarda Lazzaroni, nell’ultimo interrogatorio, un mese fa, aveva cambiato versione sulle buste consegnate alla Cracchi. Inizialmente disse di averle consegnate a fine 2008 e nell’autunno 2009 per conto del sindaco, senza conoscerne il contenuto (secondo Delbono, all’interno c’erano circa 5.000 euro come contributo per la separazione di Cinzia dal marito). Poi l’ ex assessore chiarì che quelle buste non esistevano e che aveva mentito per non smentire Delbono ed evitare che la situazione crollasse, ma senza che ci fosse stata nessuna versione concordata con il primo cittadino.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















