Delbono/ All'amico Divani 449mila euro. Le carte

Giovedì, 28 gennaio 2010 - 19:40:00


Flavio Delbono
Flavio Delbono
Era il titolare del bancomat dato in uso dall'amico Flavio Delbono alla ex fidanzata Cinzia Cracchi, entrambi indagati dalla Procura di Bologna per il presunto uso improprio di soldi pubblici a fini privati, ed era il beneficiario di contratti esterni assegnati senza bandi di gara dal Cup (Centro unificato prenotazioni sanitarie, azienda a capitale interamente pubblico partecipata in maggioranza dalla Regione Emilia Romagna) per cifre non indifferenti che nel 2009 hanno raggiunto i 449mila euro: il giro di affari di Mirko Divani, per ora sentito dal pm solo come persona informata dei fatti, acquista sempre pi importanza nell'ambito del cosiddetto Cinzia Gate, la vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni, ufficializzate oggi, di Flavio Delbono dalla sua carica di sindaco di Bologna. I vertici del Cup, in una lunga conferenza stampa, hanno chiarito una serie di seppur strane coincidenze (per ora non vi sono elementi giudiziari per sostenere il contrario) che legano la società bolognese agli sviluppi dell'inchiesta: dai contratti affidati alla società del Divani senza gare di appalto e di cui l'assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni, ha negato di conoscere l'esistenza; all'approdo - senza seguire le procedure previste di selezione del personale - di Cinzia  Cracchi, un trasferimento dalla Regione al Cup che la donna ha sempre sostenuto essere stata una punizione per la fine del rapporto con Delbono.  "Cup 2000 - ha detto il direttore generale Mauro Moruzzi - è un gioiello di trasparenza e operatività".

Mirko Divani - come spiegato da Moruzzi - ha ricevuto compensi lordi nel 2009 pari a 377mila euro per l'attività di istallazione di software ai medici di famiglia aderenti al progetto regionale Sole, ai quali si aggiungono 72mila euro per attività di consulenza. Una sovrapposizione (le consulenze erano in atto dal 2007) che è anche oggetto delle verifiche dei magistrati. I compensi erano intestati alla società amministrata dal Divani -  la Connex Card Technologies -  fino al settembre 2008, e poi passata alla moglie (amministratore unico da settembre 2008 fino al luglio 2009) dipendente del Cup, "a nostra totale insaputa", ha spiegato il direttore generale. Anche nel 2008, secondo i dati del Cup, Divani ha ricevuto 241mila euro per le istallazioni, una somma che nel 2007 era stata di 20mila euro poiché il progetto regionale Sole era ancora in fase sperimentale e quindi vi erano meno medici da coprire con la rete informatica sanitaria.

Il Cup ha poi chiarito che la ditta del Divani fu scelta perché offriva garanzie maggiori rispetto ad altre concorrenti e non si è proceduto a gare d'appalto poiché la procedura utilizzata di affidamento diretto è prevista dalle norme per le società di proprietà pubblica quando sono presenti specifici presupposti come l'urgenza dovuta ad improvvisi carichi di lavoro (nel 2008 dovevano essere coperti dalla rete informatica oltre un migliaio di medici). Dunque, tutto regolare per i vertici del Cup che continuano a parlare di casualità: "Ci sono state molte coincidenze - ha detto Moruzzi - ma questa società non c'entra assolutamente nulla".

La Regione Emilia Romagna, intanto, vuole vederci chiaro sugli appalti esterni e ha deciso di congelare i pagamenti relativi al terzo quadrimestre del 2009. E proprio ieri è giunta al Cup una richiesta di chiarimenti sui contratti esterni per le istallazioni firmata dal direttore generale affari istituzionali e dal direttore generale della sanità della Regione Emilia Romagna. Informazioni integrative - ha spiegato il direttore del Cup Luciano Vandelli - che verranno fornite a breve . Tuttavia "non era un mistero che integravamo i nostri operatori con quelli esterni. Lo sapevano benissimo", ha spiegato Moruzzi riferendosi al personale della Regione Emilia Romagna. Circa il trasferimento della Cracchi dalla Regione all'azienda di prenotazioni sanitarie proprio in coincidenza con la fine della relazione con Delbono, all'epoca numero due della giunta regionale (e contemporaneamente membro del cda del Cup dall'aprile 2004 al giugno 2005), i vertici del Cup ammettono che non sono state seguite le regole previste di selezione del personale: "La candidatura della Cracchi - ha detto Moruzzi - arrivava dalla Regione, cioè il nostro socio di maggioranza, e quindi non sembrava dovesse passare attraverso una selezione. Inoltre,  la Cracchi non è una dipendente del Cup ma è ancora pagata dalla Regione".

Intanto proseguono le indagini dei magistrati. La prossima settimana sono in programma altri interrogatori. Al momento la parte dell'inchiesta relativa ai viaggi istituzionali del sindaco sembra ormai essere vicina ad una conclusione. Ancora tempo invece richiede il filone degli appalti che potrebbe dunque diventare un nuovo fascicolo.

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