Del Turco/ Tangenti sanità, chiesto processo per 32 persone
Giovedì, 18 febbraio 2010 - 20:50:00
Dopo 18 mesi di indagini, i pubblici ministeri di Pescara hanno firmato, oggi pomeriggio, la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, arrestato il 14 luglio 2008 per presunte tangenti nella Sanità abruzzese.
Oltre a Del Turco, la richiesta del pool di magistrati, costituita dal procuratore capo Nicola Trifuoggi e dai sostituti, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, è stata avanzata per altre 31 persone, tra ex assessori, ex consiglieri regionali e manager, e due società: Villa Pini Srl e la Barclays Bank. Trentaquattro in totale, dunque, gli imputati, per i quali dovrà essere fissata ora la data dell'udienza preliminare. Uno in meno rispetto all'avviso di conclusione delle indagini, firmato nel novembre scorso. È stata stralciata, in attesa di archiviazione, la posizione dell'economista Giuseppe Mauro, accusato inizialmente di aver svolto un ruolo di intermediazione tra Del Turco e il procuratore generale dell'Aquila Amicarelli per avere notizie riguardanti le indagini in corso sull'ex presidente.
Tra gli imputati figurano l'ex segretario generale dell'Ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta; gli ex assessori regionali, Antonio Boschetti e Bernardo Mazzocca; l'ex segretario di Mazzocca, Angelo Bucciarelli; l'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone; l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga; l'ex amministratore della Humangest, Gianluca Zelli; l'ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli; l'imprenditore Vincenzo Maria Angelini, ex titolare della clinica Villa Pini, le cui dichiarazioni hanno fatto scattare l'inchiesta.
Nel corso di più interrogatori in procura, Angelini avrebbere dichiarato ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro ad amministratori pubblici regionali sia di centrosinistra che di centrodestra, in cambio di agevolazioni. Tra gli esponenti di centrodestra coinvolti nell'inchiesta compaiono anche l'ex presidente della Regione, Giovanni Pace, il suo ex assessore alla Sanità, Vito Domenici, finito nell'ambito della vicenda agli arresti domiciliari, e l'attuale parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu, accusato prima da Angelini di avergli chiesto una tangente da due milioni di euro, mai comunque corrisposta, e poi dalla sua ex moglie, Maria Maurizio, che ha consegnato alla procura un memoriale.
Oltre a Del Turco, la richiesta del pool di magistrati, costituita dal procuratore capo Nicola Trifuoggi e dai sostituti, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, è stata avanzata per altre 31 persone, tra ex assessori, ex consiglieri regionali e manager, e due società: Villa Pini Srl e la Barclays Bank. Trentaquattro in totale, dunque, gli imputati, per i quali dovrà essere fissata ora la data dell'udienza preliminare. Uno in meno rispetto all'avviso di conclusione delle indagini, firmato nel novembre scorso. È stata stralciata, in attesa di archiviazione, la posizione dell'economista Giuseppe Mauro, accusato inizialmente di aver svolto un ruolo di intermediazione tra Del Turco e il procuratore generale dell'Aquila Amicarelli per avere notizie riguardanti le indagini in corso sull'ex presidente.
Tra gli imputati figurano l'ex segretario generale dell'Ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta; gli ex assessori regionali, Antonio Boschetti e Bernardo Mazzocca; l'ex segretario di Mazzocca, Angelo Bucciarelli; l'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone; l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga; l'ex amministratore della Humangest, Gianluca Zelli; l'ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli; l'imprenditore Vincenzo Maria Angelini, ex titolare della clinica Villa Pini, le cui dichiarazioni hanno fatto scattare l'inchiesta.
Nel corso di più interrogatori in procura, Angelini avrebbere dichiarato ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro ad amministratori pubblici regionali sia di centrosinistra che di centrodestra, in cambio di agevolazioni. Tra gli esponenti di centrodestra coinvolti nell'inchiesta compaiono anche l'ex presidente della Regione, Giovanni Pace, il suo ex assessore alla Sanità, Vito Domenici, finito nell'ambito della vicenda agli arresti domiciliari, e l'attuale parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu, accusato prima da Angelini di avergli chiesto una tangente da due milioni di euro, mai comunque corrisposta, e poi dalla sua ex moglie, Maria Maurizio, che ha consegnato alla procura un memoriale.



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