Rutelli, così il Pd gliela fa pagare...
Giovedì, 26 novembre 2009 - 13:00:00
![]() Francesco Rutelli |
Rutelli e Pd ormai lontani ma separati in casa. A tenerli uniti è un vecchio contenzioso sulla sede di via Sant’Andrea delle Fratte 16, uno storico palazzo di proprietà dell’Ordine dei padri Scolopi finito per un giro di affitti e subaffitti alla Margherita. Dopo la fusione, la palazzina con vista su Via Barberini, Trinità dei Monti e a meno di 5 minuti a piedi da Camera e Senato è entrata nella disponibilità del Partito Democratico che lo ha colonizzato con impiegati e funzionari e, al piano terra, ha messo in piedi gli studi dell’emittente satellitare YouDemtv.
Il motivo per cui i separati dell’Alleanza per l’Italia e il Pd hanno firmato una tregua armata è semplice: il contratto d’affitto del palazzo è dell’ex Margherita e il Pd non è altro che un ospite. Perdippiù indebitato. Da anni ormai il partito ora di Pierluigi Bersani non paga l’affitto, l’energia elettrica, il condizionamento, la tassa sui rifiuti e l’acqua e la Margherita tace. Ma la stessa Alleanza ex Margherita è tra l’incudine e il martello: se è vero che il Pd non scuce un euro, è altrettanto vero che il contratto d’affitto è stato stipulato con l’immobiliarista Sergio Scarpellini, presidente del Gruppo immobiliare omonimo che ha rilevato e subaffittato metà della cittadella della politica nazionale ai tempi di Luciano Violante presidente della Camera. Un Gruppo che da sempre è stato vicino ai Diesse-Pd e che è il vero affittuario dei Padri Scolopi di San Giuseppe Calasanzio.
Una storia intricata alla quale va aggiunto il caso post separazione. Dopo l’uscita dal Pd, Rutelli e i rutelliani vivono giorni difficili: la squadra che segue Francesco è composta da dipendenti del Pd e nelle casse dell’Alleanza per l’Italia c’è a malapena il necessario per la convention di inizio dicembre. Non resta che battere cassa. Ma come? Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, il Pd avrebbe diffidato i contribuenti dal mettere in mano un euro a Rutelli&soci con l’obiettivo di far pagare l’uscita dal partito a caro prezzo. E senza fondi per l’Alleanza il futuro è grigio. Non resta che sperare nei sondaggi che vedono l’Allenza diventare partito in asse con Casini e l’Udc. E aspettare che qualche soggetto economico dia una mano al progetto per scardinare il bipartitismo. Per ora resta un movimento in attesa di eventuali rimborsi elettorali. Ecco perché le regionali, oltre che la scadenza più vicina per misurarsi con gli elettori sono una tappa obbligata.



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