Idv: la verità "sulla svolta di Salerno"

Martedì, 9 febbraio 2010 - 23:28:00


vincenzo de luca
Vincenzo De Luca

La base dell'Idv condanna Di Pietro. Il web incorona De Magistris

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FORUM/ Come giudichi la politica di Antonio Di Pietro?

Il vero mistero attorno ad Antonio Di Pietro riguarda la sua clamorosa scelta di sostenere Vincenzo De Luca candidato alla Regione Campania. Scelta che ha scontentato Luigi De Magistris e ha fatto infuriare la base del partito. Fino a pochi giorni prima del congresso, l'ex pm di Mani Pulite attaccava il pluri-inquisito sindaco di Salerno. Salvo poi portarlo all'assise romana dell'Idv, osannnandolo con una ventina di standing ovation da parte della platea. Che cosa è accaduto? Fonti vicine al leader dell'Italia dei Valori spiegano questa decisione con la necessità di chiudere l'accordo sulle Regionali con il Partito Democratico (alleanza stipulata in tutte le Regioni chiamate al voto tranne che in Calabria), anche per il sostegno dei vertici locali dell'Idv a De Luca. Un modo per evitare un'altra frattura nel movimento, dopo quella inevitabile con De Magistris.

In sostanza, Di Pietro si sarebbe reso conto di non avere alternative, di essere costretto a ingoiare il rospo per non rischiare di lasciare la Campania al Centrodestra e quindi ha deciso, in perfetto stile Di Pietro, di trasformare questa scelta dolorosa in un'acclamazione da parte del congresso. Da qui l'invito a De Luca e la sollecitazione affinché prendesse la parola. Il tutto per nascondere una clamorosa retromarcia. Non solo. Fonti dei Democratici descrivono De Luca come una sorta di "bestia" politica, in senso buono, molto vicina paradossalmente al presidente dell'Italia dei Valori. Franco, deciso, risoluto, tosto, pronto ad agire sempre senza pensarci troppo, senza giri di parole, senza utilizzare il politichese. Insomma, un politico che per il suo modo di fare appare addirittura più vicino all'Idv che al Partito Democratico...

*****************************

IL VERSANTE GIUDIZIARIO - Vincenzo De Luca è stato rinviato a giudizio due volte per truffa allo Stato, associazione a delinquere, concussione e falso. In base a quanto scritto da Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano di martedì, secondo il pm Gabriella Nuzzi - ritenuta da molti vicina all'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris - lo stabilimento dell'azienda di sanitari Ideal Standard di Salerno fu chiuso, i dipendenti finirono in mobilità e i suoi industriali vennero venduti a prezzi al di sotto del mercato a un gruppo di speculatori provenienti dall'Emilia Romagna. Il loro obiettivo era la realizzazione, secondo gli inquirenti fittizia, del parco marino Sea Park per poter così strappare la cassa integrazione e incamerare sontuosi finanziamenti pubblici. I modenesi della Sea Park per avere il placet avrebbero promesso al Comune di Salerno 22 miliardi di lire di oneri concessori non dovuti con garanzia fideiussoria. Tra i beneficiari dell'operazione, anche il costruttore Vincenzo Grieco, amico di De Luca e proprietario dei terreni sulla Litoranea Orientale, destinata al Sea Park da un'apposita variante urbanistica illegittima che trasformò i suoli da agricoli in turistici. Grieco avrebbe ricevuto fondi neri per circa 29 miliardi di lire. Il gruppo Sea Park fu poi costretto a 'sputare' altri sei miliardi extra-bilancio, con assegni bancari girati a un collaboratore di Grieco, che in seguito li girò su conti della famiglia del costruttore. Nonostante tutto, la Sea Park non riuscì a ottenere la proprietà dei terreni di Grieco. Il gruppo emiliano era ridotto sul lastrico. Gli subentrò un consorzio di società immobiliari e del ramo rifiuti capitanato da un faccendiere-pregiudicato bresciano: Angelo Tiefenthaler, appoggiato dallo stesso De Luca per un programma di riconversione industriale, utilissimo per ottenere indebitamente le indennità di mobilità e cassa straordinaria agli ex lavoratori della Ideal Standard. Al posto del parco marino, si dice, sarebbe cresciuto un centro turistico-commerciale e al posto dell'Ideal Standard un bell'inceneritore. Invece spuntò una centrale termoelettrica, opera della multinazionale svizzera Egl e gemella di quella di Sparanise.

Fin qui le accuse dei pm stando alla versione di Travaglio. Ma lo stesso De Luca si difende pubblicando una serie di documenti ufficiali sul suo sito che Affaritaliani.it pubblica (vedi sotto). Inoltre il sindaco di Salerno, in un'intervista a Il Riformista di martedì, manifesta il suo sconcerto. "Per i processi che sto subendo dovrei avere una medaglia d'oro al valor civile. Sono imputato di truffa per aver sollecitato la cassa integrazione per i 200 operai della Ideal Standard. Una telefonata che rivendico una, dieci, cento, mille volte". Sui 22 miliardi chiesti alla Sea Park per il quale è accusato di concussione, De Luca minimizza: "Una storia che va avanti da 12 anni. Altro che processo breve. La concussione è per aver chiesto gli oneri di urbanizzazione alle imprese".

I DOCUMENTI PUBBLICATI DA DE LUCA - Ecco gli estratti della vicenda processuale che lo riguarda pubblicati dallo stesso sindaco di Salerno sul suo sito. Nel box una lettera di De Luca con la sua difesa e il verbale della riunione in Prefettura in cui il primo cittadino si impegnava ad attivare le procedure per approvare al più presto il progetto del Sea Park, salvando così i posti di lavoro dei cassintegrati della Ideal Standard
 

Punto per punto la difesa di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno
Per evitare sintesi arbitrarie si precisa - spiega il sindaco di Salerno - che le imputazioni di cui appresso sono estratte testualmente dai capi d’accusa che la Procura di Salerno ha formulato nei confronti di Vincenzo De Luca nei due procedimenti giudiziari che lo vedono coinvolto, in entrambi i casi, unitamente a decine di coimputati fra funzionari comunali, del Ministero del Lavoro, dirigenti sindacali ed imprenditori vari.
I due procedimenti di cui trattasi riguardano due progetti di delocalizzazione e riconversione produttiva in Salerno: Ideal Standard ed MCM.
Come si evince dalla lettura delle imputazioni:

1) NEL PROCEDIMENTO IDEAL STANDARD, viene contestato a De Luca di aver sollecitato gli organi ministeriali per l’erogazione della cassa integrazione a favore dei lavoratori, senza che ve ne fossero (a giudizio della Procura) i presupposti di legge (truffa); nonché di aver imposto all’investitore privato eccessivi oneri di urbanizzazione in favore del Comune (concussione).
In allegato il VERBALE della riunione tenutasi presso la Prefettura di Salerno il 29 giugno 1999 e la NOTA CONGIUNTA redatta a margine dello stesso incontro.

2) NEL PROCEDIMENTO MCM non si comprende cosa viene contestato a De Luca, dal momento che all’epoca dei fatti non era neanche amministratore del Comune di Salerno (istigazione esterna), mentre in ogni caso la vicenda si riduce a presunte irregolarità (ipotizzate dalla Procura) di tipo meramente formale ed amministrativo.

In nessun capo d’imputazione s’ipotizza che De Luca abbia potuto trarre vantaggi o benefici personali dai fatti in contestazione.

In sede di rigetto di un ricorso del PM avverso le decisioni del GIP, il Tribunale è entrato anche nel merito della fondatezza delle accuse, escludendo in radice la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Al momento la vicenda è in fase dibattimentale. Nelle scorse settimane la Procura ha chiesto l’unificazione dei due procedimenti (Ideal Standard ed MCM) con l’evidente rischio di determinare un calderone che avrebbe allontanato i tempi della sentenza conclusiva. La difesa degli
imputati si è opposta, chiedendo di velocizzare i due processi separatamente. Il Tribunale ha dato ragione alle tesi della difesa ed i due processi sono restati distinti.

ESTRATTI DAI CAPI D’IMPUTAZIONE

1) VICENDA DELOCALIZZAZIONE OPIFICIO IDEAL STANDARD

CAPO A

del reato previsto e punito dagli artt. 416 c.p. e 110-416 c.p., perché nelle rispettive qualità sopraindicate,
DE LUCA VINCENZO, (segue elenco coimputati), consistito nel sostenere e favorire la chiusura dell’unità produttiva di Salerno decretata dal gruppo dirigenziale della Ideal Standard mediante attivazione di un fittizio programma di riconversione industriale ai sensi della legge 223/1991 e
conseguente indebito riconoscimento dei trattamenti di mobilità ed integrazione salariale in favore dei lavoratori dimessi; nell’attuare interventi normativi di modificazione della destinazione urbanistica delle aree ubicate in zona litoranea orientale di Salerno volte a favorire la realizzazione di iniziative imprenditoriali promosse dal gruppo (omissis); nel favorire il medesimo gruppo nell’insediamento in area industriale ex Ideal Standard per la realizzazione di attività industriali connesse e nel conseguimento di indebite erogazioni ai sensi della legge 223/1991,

CAPO F)

del reato previsto e punito dagli artt. 81 comma 2, 110, 317, 317 bis c.p., perché, in concorso tra loro, ciascuno nelle sopraindicate qualità, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, abusando dei propri poteri e funzioni inducevano

a promettere in favore dell’ente comunale di Salerno, in forza della convenzione approvata con Delibera Consiliare n.78 del 22.12.2000 (attuativa della Delibera n.42 del 22 luglio 1999 di adozione della variante ordinaria relativa alla litoranea orientale di Salerno), la datazione di oneri concessori, prima dell’approvazione e della variante e del rilascio dei titoli concessori, per un importo di 22 miliardi di lire, sproporzionato rispetto all’entità dell’intervento (segnatamente due miliardi e cinquecento milioni per la realizzazione delle infrastrutture esterne ubicate all’esterno dell’area oggetto dell’adottata variante, reputate necessarie per assicurare la compatibilità dell’intervento con l’assetto più generale del territorio; sei miliardi per consentire in altri siti l’edificazione delle opere di urbanizzazione secondaria e dei manufatti insistenti sulle aree di proprietà del Comune; dieci miliardi, per oneri concessori tre miliardi e cinquecento milioni a titolo di corrispettivo per il diritto si superficie sulle aree di pertinenza del Comune, per un complessivo importo di ventunomiliardi e cinquecentomilioni di lire, oltre alla cessione di aree del Comune per circa 30.000 mq per la realizzazione di ulteriori opere infrastrutturali necessarie per l’attuazione della variante al Piano Regolatore Generale);
nonché a rilasciare, a garanzia degli impegni assunti, in favore del comune una polizza fideiussoria di imoprto pari a lire 22 miliardi, in forza della medesima convenzione immediatamente esecutiva per la Seapark (e per la società I.T. & S. S.p.a. subentrante al progetto) per effetto della vigenza della Delibera Consiliare n.42 del 22 luglio 1999 di adozione della variante ordinaria, non ancora revocata;

Fatti commessi in Salerno dal maggio 1998

CAPO Q)

del delitto previsto e punito dagli artt. 81 comma 2, 110, 640 comma 2 n.1, 61 n7 c.p., perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, tra loro, nelle qualità sopra indicate,
-
arrecavano danno per i dipendenti ex Ideal Standard consistito nella mancata riassunzione definitiva e a tempo indeterminato e possibilità di perdita dei benefici di cui alla L. 223/1991 illegittimamente conseguiti; per l'ente comunale di Salerno, nella adozione di varianti urbanistiche dirette a trasformare aree a destinazione agricola in aree a destinazione turistico/commerciale allo scopo di soddisfare interessi di privati imprenditori e proprietari dei suoli.

Con il concorso di De Luca Vincenzo, nella qualità di Membro della Camera dei Deputati del parlamento, referente politico nazionale del partito di maggioranza dell'organo consiliare, che interveniva presso il Ministero del Lavoro al fine di assicurare il riconoscimento della proroga della mobilità ai lavoratori dimessi dalla Ideal Standard.

Con l'aggravante di cui all'art. 61 n.7 c.p., per aver cagionato alle parti offese un danno patrimoniale di rilevante gravità.

In n Salerno, fatti accertati al giugno 2004;

CAPO A1)

del delitto di cui agli artt. 81 comma 2 110, 640 comma 2 n.1, 61 n.7 c.p., perché, nelle qualità  sopraindicate, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, nelle  rispettive qualità sopraindicate, con artifici e raggiri, consistiti nelle condotte meglio descritte nel capo di imputazione che precede, nonché promuovendo e partecipando alla stipula di formali accordi tra le parti sociali presso le competenti sedi istituzionali (in particolare, accordi del 31 maggio 2004, 25 giugno 2004, 3 novembre 2004 stipulati presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) attestanti l’impegno della I.T. & S. Sp.p.a. all’attuazione della completa ricollocazione di tutti i lavoratori ex Ideal Standard – unità di Salerno, dismessa in data 31.12.1998, in attività funzionali alla realizzazione di un parco acquatico a tema da realizzarsi in zona litoranea orientale del Comune di Salerno; simulando l’attivazione di programmi di riorganizzazione della struttura aziendale ai sensi delle disposizioni della legge 223/1991, mediante la formazione di falsa documentazione, in particolare, del verbale di constatazione della situazione aziendale Seapark sottoscritto in data 30 gennaio 2004 presso il Comune di Salerno da I.T. & S. S.p.a., segretera provinciale Filcea-Cgil, Comune di Salerno e prodotto lo stesso in allegato alla richiesta di convocazione per la verifica delle condizioni di proroga del trattamento di mobilità avanzata 2003 a Rovello Giovanna presso il Ministero del Lavoro dal Comune di Salerno in data 9.03.2004, in tal modo, inducendo in errore le competenti pubbliche autorità circa la possibilità di effettiva ricollocazione presso la I.T. & S. S.p.a. dei lavoratori ex Ideal Standard dimessi in data 31.12.1998, si procuravano ingiusti profitti patrimoniali, consistiti nel riconoscimento, per effetto del Decreto Ministeriale n. 34702 del 2.09.2004, della proroga della indennità di mobilità per il periodo 1.01.2004/31.12.2004, in favore di:
- n.29 ex dipendenti, già fruitori del trattamento ai sensi dell’art. 4 del Decreto Ministeriale n. 32535 del 24.06.2003, nel limite massimo di euro 413.772,00M
- n.22 ex dipendenti, già fruitori del trattamento scaduto il 31.12.2003, nel limite massimo di euro 349.536,00;
nonché del riconoscimento, per effetto Decreto Ministeriale n. 35355 del 22.12.2004 del trattamento speciale di disoccupazione per il periodo 3.03.2004/31.12.2004 in favore:
- n.27 dipendenti licenziati dalla Seapark con decorrenza 3.03.2004, nel limite massimo di euro 355.102,00.

Con il concorso di De Luca Vincenzo, nella qualità di Membro della Camera dei Deputati del Parlamento, referente politico nazionale del partito di maggioranza dell’organo consiliare, che interveniva presso il ministero del lavoro al fine di assicurare il riconoscimento della proroga della mobilità ai lavoratori dimessi dalla Ideal Standard.

Con l’aggravante di cui all’art. 61 n.7 c.p., per aver cagionato alle parti offese un danno patrimoniale di rilevante gravità.

In Salerno dal 1°.01.2004 al 31.12.2004.

VICENDA DELOCALIZZAZIONE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI (M.C.M.)
TRUFFE AGGRAVATE IN DANNO
DEL COMUNE DI SALERNO E DELLA REGIONE CAMPANIA

CAPO M)
del reato previsto e punito dagli artt. 81 comma 2, 110, 640 comma 2 c.p. perché,

DE LUCA VINCENZO (segue elenco coimputati) partecipando alle condotte delittuose di seguito  descritte quale istigatore delle stesse; nonché sostenendo, a livello politico e amministrativo locale, la realizzazione e delle operazioni di delocalizzazione degli impianti produttivi delle Manufatture Cotoniere Meridionali in area ASI del Comune di Salerno ed insediamento di un centro commerciale polifunzionale in zona Fratte - area M.C.M. del Comune di Salerno e tenendo condotte volte ad influire sulla formazione delle decisioni degli organi amministrativi locali afferenti il Programma Integrato sopra descritto beneficio dell'imprenditore (omissis),
favorendo, in assenza delle condizioni di legge,  l’operazione di delocalizzazione degli impianti produttivi delle M.C.M. in zona ASI del Comune di Salerno

ed in concorso con i privati
interessati all'approvazione del Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica, Edilizia ed Ambientale dell'area delle Manifatture Cotoniere S.p.a "MCM" di Fratte in Variante al Piano Regolatore Generale vigente,
i quali partecipavano alle condotte delittuose sotto descritte, formando gli atti deliberativi, amministrativi, tecnici, negoziali, promananti dalle società M.C.M. S.p.a. e SALERNO INVEST  S.r.l. relativi al programma predetto,

con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso,

mediante artifici e raggiri consistiti:

- nell'avere formato e/o concorso a formare falsi atti e provvedimenti amministrativi, meglio descritti nei capi A) e B) della imputazione, in vista dell'illegittima approvazione, con Delibera Consiliare n.11 del 28.03.2003 e mediante le procedure semplificate dello Sportello Unico per le Attività Produttive disciplinate dal D.P.R. 447/1998, di una variante ad hoc al Piano Urbanistico Commerciale vigente, nella quale veniva prevista., tra l'altro, la possibilità di localizzare grandi strutture di vendita nella zona 7D del vigente P.R.G. in località Fratte di Salerno, ove ricadeva l’area della società M.C.M. Manifatture Cotoniere Meridionali S.p.a. di LETTIERI GIOVANNI;

inducendo in tal modo in errore il Comune di Salerno e la Regione Campania sulla conformità alla normativa vigente in materia annonaria, urbanistico-edilizio-ambientale del predetto Programma Integrato, approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.539 del 6 ottobre 2004; pubblicato sul B.U.R.C in data 11.10.2004,
procuravano alle società M.C.M. Manifatture Cotoniere Meridionali S.p.a. e SALERNO INVEST S.r.l. e, per esse, a (omissis) ingiusti profitti, costituiti dal diritto di edificare, per effetto dell'approvazione di specifiche varianti agli strumenti urbanistici vigenti Piano Urbanistico commerciale; Piano Regolatore Comunale) e, comunque, in contrasto con la normativa urbanistico-edilizio-ambientale vigente, un centro commerciale polifunzionale nell'area M.C.M. di proprietà dello stesso (omissis) , ricadente in zona Fratte del Comune di Salerno ed un nuovo insediamento produttivo delle M.C.M., delocalizzato in altro sito più idoneo ricadente in zona ASI del Comune di Salerno; con correlativo aumento del valore fondiario delle aree di proprietà del (omissis) interessate dalle varianti medesime.

Verbale e nota congiunta della riunione del 29/06/1999 in Prefettura

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