Ddl anticorruzione, il governo ritira le modifiche

Giovedì, 9 giugno 2011 - 14:45:00

Dopo il doppio passo falso di mercoledi' per il governo e per la maggioranza, al Senato i riflettori restano accesi sul disegno di legge anticorruzione. L'esecutivo ha provato a uscire dall'impasse con l'emendamento aggiuntivo - volto a rimediare alla bocciatura dell'articolo 1 - che affida a una commissione indipendente con "funzioni di vigilanza e controllo sull'attivita' di contrasto al fenomeno corruttivo e dell'illegalita' nella pubblica amministrazione" il compito di valutare "la trasparenza e l'integrita' delle amministrazioni pubbliche". Soluzione bocciata dalle opposizioni, che hanno invocato - con gli interventi di Anna Finocchiaro (Pd) e Luigi Li Gotti (Idv) - l'introduzione di una commissione realmente "terza" anziche' di nomina ministeriale. Lo scontro si e' interrotto quando il governo ha ritirato l'emendamento sostitutivo dell'art.1, come auspicato dal vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello, il quale aveva l'esecutivo a rinunciare alla sua proposta di modifica, "sostituendola con un'altra dai tratti essenziali, allo scopo di lasciare aperti margini di dialogo in commissione". Annunciando la novita' in aula, il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, ha spiegato che l'ammissibilita' dell'emendamento avrebbe trovato "dei vincoli oggettivi nel Regolamento del Senato", dal momento che l'assemblea aveva bocciato la materia relativa alla stessa proposta di modifica. Schifani ha quindi auspicato che maggioranza e opposizione possano trovare nei prossimi giorni un'intesa. I lavori dell'assemblea sono proseguiti con l'esame degli altri articoli del provvedimento.
 
Secondo l'emendamento poi ritirato dal governo, la commissione indipendente avrebbe dovuto riferire in Parlamento entro il 31 dicembre di ogni anno attraverso una relazione e sarebbe stata composta da cinque esperti nominati "con decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il ministro per l'Attuazione del programma di governo, previo parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti". La proposta del governo attribuiva le funzioni di coordinamento al "comitato interministeriale istituito e disciplinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri" che avrebbe dovuto definire "le linee di indirizzo e di coordinamento delle strategie di prevenzione e di repressione della corruzione e dell'illegalita nella pubblica amministrazione elaborate a livello nazionale e internazionale avvalendosi del dipartimento della funzione pubblica presso la presidenza del Consiglio dei ministri che opera quale autorita' nazionale anticorruzione". "Siamo soddisfatti del ritiro dell'emendamento da parte del governo e devo dire che l'aula intera ha capito e si e' espressa in questo senso, a cominciare dal presidente Schifani e Bricolo, che hanno compreso come il testo presentato dall'esecutivo non rispettava l'accordo fatto ieri in conferenza dei capigruppo", ha commentato la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro. "Ci auguriamo - ha aggiunto - che dopo quello che e' accaduto oggi in aula e dopo le parole del presidente Schifani che ha rispettato pienamente il senso e lo spirito dell'accordo di ieri, anche il governo abbia un comportamento responsabile nel rispetto di quell'accordo e delle opposizioni". La capogruppo democrat ha ribadito la a disponibilita' del Pd a lavorare in modo costruttivo al miglioramento del ddl: "Stiamo gia' formando un gruppo di lavoro in tal senso, ma serve apertura e disponibilita'".


 "Il voto di ieri non ha rilevanza politica, e' stato solo un incidente di percorso.
Lo dimostra la costante partecipazione oggi in aula dei senatori della maggioranza", ha osservato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. "L'imbattibilita' al Senato e' andata persa, ma l'imbattibilita' e' fatta anche per questo", ha aggiunto il vice presidente del gruppo pidiellino, Gaetano Quagliariello, il quale in merito alle assenze di ieri che sono costate la sconfitta al governo ha rivelato: "Da oggi abbiamo rafforzato il numero dei 'buttadentro, quelli che nella Camera dei Comuni si chiamano 'whippers'", cioe' coloro che hanno il compito di "frustare" i parlamentari perche restino in aula. L'assemblea di Palazzo Madama tornera' a discutere del ddl anticorruzione martedi' prossimo alle 16,30. -

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