Il caso Mills rafforza il premier. Ko Bossi e Fini
Il quadro politico è cambiato. Radicalmente. E nel giro di poche ore. Di minuti. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato David Mills hanno fatto riesplodere la contrapposizione tra i poli, il muro contro muro. Fino a pochi giorni fa il presidente del Consiglio aveva auspicato che il modello federalismo fiscale - approvato in Parlamento con il sì dell'Italia dei Valori e l'astensione del Partito Democratico - fosse esteso anche alle altre riforme. Non solo costituzionali. Ma l'attacco del premier alla Magistratura e gli affondi dell'opposizione (non solo del 'solito' Di Pietro) hanno rotto l'incantesimo. Complice anche la campagna elettorale per le Europee e le Amministrative sempre più infuocata.
A questo punto il Cavaliere andrà avanti per la sua strada, confidando in un ottimo risultato il 6-7 giugno. A partire dal rinnovamento del sistema giudiziario, passando per il provvedimento sul terremoto in Abruzzo (spunta l'ipotesi fiducia), fino alle riforme istituzionali e dei regolamenti parlamentari. In questo quadro si rafforzano quindi le posizioni estreme, ad esempio quella dell'Idv rispetto al Pd e soprattutto all'Udc. Nella maggioranza quotazioni in ribasso per la Lega Nord, considerando che la ricerca spasmodica dell'intesa bipartisan è sempre stato un cavallo di battaglia di Umberto Bossi. Da estendere anche al codice delle autonomie prima e al Senato delle Regioni poi.
Ma il nuovo clima rischia di infrangere i piani del segretario federale del Carroccio. E di rilanciare, di conseguenza, anche la contrapposizione tra Palazzo Chigi e il presidente della Camera. Gianfranco Fini si è infatti battuto negli ultimi mesi per tentare di trovare un punto di equilibrio tra maggioranza e opposizione, ora lo scontro sulla giustizia potrebbe rilanciare le fibrillazioni tra l'esecutivo e il numero uno di Montecitorio, contrario all'eccessivo utilizzo della decretazione d'urgenza e del ricorso alla questione di fiducia. In ambienti parlamentari del Popolo della Libertà - inoltre - si sottolinea un possibile raffreddamento - per gli stessi motivi - anche dei rapporti tra Berlusconi e il capo dello Stato. In sostanza, la lite sul caso Mills rafforza il premier, che ama giocare d'attacco e in prima persona, indebolisce Fini e Bossi. Nel Centrosinistra mette in difficoltà i Democratici, sempre più bersagliati dall'anti-berlusconismo dell'Idv di Di Pietro.
Berlusconi: "Il giudice Gandus mio nemico politico" 
Il giudice Gandus
Il giudice Nicoletta Gandus era ed è un'esponente della sinistra estrema. Silvio Berlusconi, attacca il presidente del collegio che ha emesso la sentenza sul caso Mills. Avvocato che il capo del governo, come spiega nel prossimo libro di Bruno Vespa di cui è stata lanciata un'anticipazione, assicura di non avere mai incontrato personalmente: "Era uno dei tantissimi avvocati di cui all'estero il gruppo Fininvest si era servito occasionalmente. Io non ricordo di averlo mai conosciuto".



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