'Mills mentì per l'impunità del premier'. Il premier: sentenza scandalosa
La condanna per l'avvocato inglese era arrivata il 17 febbraio di quest'anno. A conclusione di un'inchiesta che tirava in ballo il premier e che aveva visto una prima ammissione di colpa di Mills. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.
Poi, nel gennaio 2009, la ritrattazione e il tentativo di discolpare il presidente del Consiglio (la cui posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" che garantisce l'imminutà alle alta cariche dello Stato). Una svolta che permise al premier di evitare il rinvio a giudizio per corruzione chiesto dia giudici nel 2006. Per giustificare la retromarcia Mills disse di aver temuto guai con il fisco inglese ("temevo che scoprisse dei miei versamenti non dichiarati"). Poi le scuse a Berlusconi. Una ricostruzione che, però, non ha convinto i giudici.
IL PDL: GIUSTIZIA A OROLOGERIA. "A prescindere dal merito della vicenda, che non risponde per niente all'opinione che mi sono fatto, devo dire che dopo aver aspettato tre mesi per depositare le motivazioni, dato che non è stato possibile farlo un mese fa, forse era possibile farlo tra un mese... (dopo le elezioni, ndr) se non si voleva essere oggetto di polemiche e dell'inevitabile accusa di giustizia a orologeria. Comunque esprimo tutta la mia solidarietà al presidente del Consiglio e il pieno convincimento della sua totale estraneità". Così il ministro della Difesa e coordinatore del Popolo della Libertà, Ignazio La Russa, interpellato da Affaritaliani.it, commenta le motivazioni della condanna dell'avvocato inglese David Mills.
SEGUE/ LE ALTRE REAZIONI



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