Darfur/ Bashir: Usa e Ue criminali
| Darfur/ L'Aja: arrestate Bashir. Ma il Sudan: un'ingiustizia |
Il presidente sudanese Omar Bashir si è unito a una manifestazione popolare di protesta contro il mandato di cattura emesso dal tribunale dell'Aja sui crimini in Darfur. "I veri criminali sono i leader di Stati Uniti e dei Paesi europei" ha detto il presidente - incriminato per aver ordinato una campagna di sterminio, stupro e saccheggio - alle cinquemila persone sono radunate in piazza dei Martiri, a Khartoum, per dimostrargli il proprio sostegno. "A Ocampo e agli ebrei diciamo: siamo stati addestrati ad affrontare gente come voi" ha risposto la folla. Agitando il suo bastone, Bashir ha rinfacciato agli Stati Uniti cio' che hanno fatto "ai nativi americani, a Hiroshima e in Vietnam". "Per vent'anni abbiamo subito la pressione dei neo-colonialisti e i loro strumenti come la Corte internazionale, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il Fondo monetario" ha aggiunto. Alla folla ha chiesto di creare un "fronte comune" contro i "nuovi colonialisti". "A nome di tutti voi" ha detto, "chiedo di respingere qualunque umiliazione ed egemonia. Coloro i quali hanno emesso l'ordine di arresto non hanno lo spessore morale per prendere queste decisioni o adottare questi mezzi, perche' sono responsabili delle umiliazioni e dei saccheggi delle ricchezze del popolo".
La Cina all'Onu: no all'arresto di Bashir
La Cina protesta formalmente per il mandato d'arresto ordinato dalla Corte penale internazionale per il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir a causa della strage nel Darfur. Il governo di Pechino ha chiesto la sospensione del provvedimento in sede di Consiglio di sicurezza dell'Onu, di cui è membro permanente.
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Oltre alla Cina, da sempre alleata del Sudan del cui petrolio è la principale acquirente, sono immediatamente arrivate proteste da grandi Paesi arabi come l'Egitto e lo Yemen, dalla Conferenza islamica e dalla Lega araba. Anche il Cairo, come Pechino, chiederà la sospensione del mandato al Consiglio di sicurezza. La Lega araba, per bocca del portavoce Amr Moussa, ha espresso "preoccupazione per la stabilità del Darfur". La Russia parla di "decisione intempestiva".



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