ANTEPRIMA/ 'Il poeta e il Cavaliere'. Dante Alighieri? E' Silvio Berlusconi

Sabato, 5 giugno 2010 - 09:00:00


Il Sommo poeta indicato come il predecessore del Cavaliere, l'antesignano, il precursore, l'alfiere. E il premier il successore e il delfino. Il confronto è tra Dante come uomo privato, marito, padre e amatore indefesso, e come personaggio pubblico nelle vesti di funzionario amministrativo della città, soprattutto come priore di Firenze, la massima carica cittadina. Ma le cose stanno così? E' possibile vedere in Berlusconi l'erede del Sommo poeta nelle stesse identiche vesti? Le risposte in 'Il poeta e il Cavaliere' di Mario La Ferla - Stampa Alternativa...

Il poeta e il cavaliere
La copertina
Dante Alighieri e Silvio Berlusconi: esiste davvero un parallelismo tra i due personaggi?

La questione è stata sollevata due anni fa a Firenze. Nel maggio 2008, due consiglieri comunali di Forza Italia hanno presentato una mozione che chiedeva il "ritorno" del poeta a Firenze. Insomma, aiutati e sollecitati da Paolo Bonaiuti, fiorentino e dentista, e soprattutto portavoce di Berlusconi, invitavano il consiglio a riabilitare il Sommo poeta cacciato da Firenze nel 1302. Sembrava una questione di poco conto. La giunta di Centrosinistra, guidata dal sindaco del Pd, Leonardo Domenici, era afflitta in quel periodo da tanti problemi: un'inchiesta giudiziaria sui terreni di Ligresti, polemiche dall'estrema sinistra sul decreto contro i lavavetri, eccettera. Così il sindaco pensò bene, per tenersi buona l'opposizione, di presentare al consiglio la mozione pro-Dante e chiudere la questione in poco tempo. Non l'avesse mai fatto. Da sinistra - Verdi, rifondaroli, comunisti e molti esponenti dello stesso Pd - si accanirono contro la mozione, mettendola in ridicolo, e attaccarono il sindaco e la sua giunta con molta determinazione. Dante fu accusato di essere un ladro e un malfattore, quindi doveva rimanere dove era stato mandato: all'esilio. Il poeta fu accusato di essere tutto il peggio del mondo e alla fine arrivò anche l'accusa di berlusconismo.

Insomma, Dante Alighieri veniva indicato come il predecessore del Cavaliere, l'antesignano, il precursore, l'alfiere. E Berlusconi altro non era che il successore, il delfino, l'epigono del poeta. Beninteso, il confronto era tra Dante come uomo privato, marito e padre donnaiolo intemerato, e come personaggio pubblico nelle vesti di funzionario amministrativo della città, soprattutto come priore di Firenze, la massima carica cittadina. Ma le cose stanno davvero così? E' possibile vedere in Berlusconi (marito, padre ed escort comprese, e uomo politico) l'erede del Sommo poeta nelle stesse identiche vesti? Un sondaggio potrebbe essere aperto sulla questione, avendo spiegato prima il profilo di Dante nelle duplice veste di privato cittadino e di funzionario pubblico.

LA SCHEDA DEL LIBRO

Mario La Ferla
IL POETA E IL CAVALIERE
Storia di donne, soldi e malapolitica

COLLANA: Eretica speciale
pp. 216
PREZZO: 15,00 euro

Una società opulenta e miserevole, tanto piena di risorse quanto fragile e sull’orlo dell’abisso.
Potrebbe essere l’Italia di oggi, invece è la Firenze del magnifico Trecento e del sommo poeta. La città dei politici assetati di potere e di gloria, dei banchieri e dei commercianti, che per conquistare onori e ricchezze avevano una sola carta da giocare: la politica. Come fece Dante e come racconta Il poeta e il cavaliere, svelando non poche analogie con la storia odierna e i suoi protagonisti.

Un’occasione, ghiotta e non ipocrita, per rileggere la vita e le opere di Dante con intenzioni e occhi nuovi, rompendo quel muro di omertà accademica e ammuffito perbenismo che ha impedito finora di capire chi fosse realmente il poeta.

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