Il pg Maddalena apre all'immunità parlamentare

Venerdì, 12 febbraio 2010 - 17:01:00


Sulla rivista della Fondazione Italianieuropei, presieduta da Massimo D'Alema, il procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Torino, Marcello Maddalena, molto critico con alcuni dei provvedimenti del governo in materia di giustizia tra cui il processo breve, rilancia l'immunità parlamentare. Una novità per la sinistra.

Ecco l'intervento di Maddalena

Tra i nodi essenziali dell’esercizio della giustizia italiana vi sono la non ragionevole durata del processo e l’anomala permanente conflittualità tra magistratura e politica. Per quanto concerne il primo aspetto, sono auspicabili una maggiore utilizzazione della magistratura onoraria, un alleggerimento dei compiti del personale amministrativo e alcune riforme processuali. Quanto, invece, alla conflittualità, appare plausibile l’ipotesi di un ripristino della “immunità parlamentare” prevista dall’originario articolo 68 della Costituzione anche a tutela di magistrati ingiustamente accusati di faziosità politica. 

Marcello Maddalena 
è procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Torino

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La magistratura ha due dimensioni - scrive Luciano Violante in uno degli articoli di apertura della rivista della Fondazione  Italianieuropei sulla Giustizia - una di servizio per i cittadini e l’altra di potere dello Stato. Le due dimensioni sono l’una funzionale all’altra. Se la giustizia non fosse uno dei poteri dello Stato, quindi dotata di indipendenza rispetto al Parlamento e al governo, non potrebbe garantire ai cittadini i loro diritti né potrebbe far valere le leggi nei confronti degli stessi membri del Parlamento e del governo. Se non avesse anche la dimensione del servizio, la sua indipendenza diventerebbe un irragionevole privilegio. Rispetto all’impianto originale della Costituzione sono mutati tanto il Parlamento, quanto il governo, quanto, ancora, la magistratura. La magistratura, in particolare, ha sviluppato significativamente due dimensioni, quella di servizio e quella di potere. Una riforma definitiva della giustizia come servizio sarà possibile solo quando verranno risolti, rispettando la piena indipendenza della magistratura, i problemi posti dalla giustizia come potere.

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