E D'Alema lodò Berlusconi: chapeau
L'intervento più atteso era evidentemente quello di D'Alema. Il quale non ha lesinato critiche al Pd, ribadendo alcune sue posizioni già ampiamente note. Il suo ragionamento parte dall'amara constatazione che "nulla è stato meno sorprendente del risultato elettorale del 2008. Gli unici risultati sorprendenti sono stati in realtà quelli delle elezioni del 1996 e del 2006". Gli ultimi 15 anni hanno sempre visto confermati gli orientamenti di una larga fascia di italiani, tanto che i numeri ci dicono che gli elettori del centro destra rappresentano lo stesso bacino di voti sia nelle elezioni del 1996 che in quelle del 2008: circa 19 milioni di voti, spalmati su ben 12 anni. Un dato robusto che trova spiegazione, nelle parole del presidente di Italianieuropei, nella "crisi del sistema democratico", nella rottura del sistema di rappresentanza, nella progressiva corsa verso il bipartitismo e verso il plebiscitarismo. Una corsa su un terreno tutto berlusconiano, e sul quale il Pd non può che rimanere arretrato, con in più l'aggravante della perdita dell'"autonomia culturale".



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