D'Alema vuole il Quirinale

Lunedì, 12 gennaio 2009 - 12:50:00


Di Giuseppe Morello

FORUM/ Massimo D'Alema punta al Quirinale. Lo vedresti presidente della Repubblica?
Sono in molti a chiedersi (e a chiedergli) quale sia la strategia di D'Alema, cosa vuole, a cosa mira, visto che da tempo le sue mosse sembrano indecifrabili. In realtà è molto chiaro a cosa punta l'ex ministro degli esteri. Basta saper leggere i segni e tutto si ricompone magicamente, tutti i dettagli diventano comprensibili perché figli di una deliberata e minuziosa strategia. Vediamo dove ci portano gli indizi.


Massimo D'Alema
L'obiettivo di breve scadenza, da non confondere con il vero obiettivo, è lasciar soffriggere Veltroni nel suo vuoto e affossare il Partito Democratico, che non gli è mai piaciuto e che non gli assomiglia per niente. Non ha mai digerito il blitz che portò Veltroni alla leadership del Pd. Ma ha deciso di trarre vantaggio da questa situazione: ne ha approfittato per sfilarsi dal dibattito politico: ormai non lo si sente più criticare il governo, ingaggiare battaglie o polemiche con la maggioranza, e tanto meno farlo a nome del Pd. Quel che fa lo fa con i suoi "brand": Red e la Fondazione Italianieuropei.

Si è messo a fare il padre della patria, saggio e bipartisan, quello che organizza convegni, simposi, workshop, l'esatto contrario della politica vera, quella che si fa tutti i giorni in trincea su singole questioni. Con grande sussiego parla di ricambio generazionale, organizza tavole rotonde su noiosissime questioni istituzionali con Fini. Ha praticamente abolito le battute taglienti del passato. Si è concesso sinora solo una impuntatura di principio "scorretta", il sostegno ad Hamas. Una posizione filoaraba indossata vezzosamente, che anziché nuocergli gli dà (come la diede a Craxi e a Andreotti) una vaga aria anti-conformista e di attaccamento ai principi (mentre i suoi compagni di partito da tempo si sono allineati a posizioni filo-israeliane).

A cosa punta tutto questo? Dovrebbe essere chiaro: al Quirinale, naturalmente. D'Alema ha già cominciato a correre per il colle più alto, in sordina, passo per passo, con largo anticipo rispetto ai concorrenti (Fini escluso), che pensano che il 2013 sia lontano e invece mancano solo 5 anni. D'Alema ha fatto bene i suoi calcoli: del potere nel Partito Democratico non gliene frega niente; di mettersi alla testa di un nuovo partito o fazione non ci pensa nemmeno (lo fa quel poco che basta per stare sulla breccia); sa di non poter sperare di essere il prossimo candidato premier (ruolo che ha già nel curriculum); l'età è quella che è e gli anni passano.

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