Dalle carte spunta la telefonata del premier alla D'Addario...
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E nel cellulare della D'Addario sputano anche sms che smentiscono la versione fornita da Tato Greco, il politico che avrebbe deciso di candidarla alle elezioni comunali di Bari per la lista "La Puglia prima di tutto" schierata con il Pdl. "Non la conoscevo, fu lei a proporsi", ha sostenuto. E invece ben sei mesi fa le inviò gli auguri per le feste di Natale.
IL FILM L'ARIMARA CON PATRIZIA D'ADDARIO
IL RACCONDO DI PATRIZIA. Di fronte al pubblico ministero la donna ha dichiarato: "A metà ottobre andai per la prima volta a trascorrere una serata a palazzo Grazioli", rivela il Corriere. In quell’occasione chiese a Giampaolo Tarantini — l’imprenditore di 35 anni indagato per induzione alla prostituzione per aver procurato le ragazze da portare a Roma e a Villa Certosa — 2.000 euro, "ma ne ottenni soltanto 1.000 perché non ero rimasta". Fu chiamata nuovamente un paio di settimane dopo: tornò a Roma il 4 novembre e "accettai di restare per la notte". Era quella delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Alle 10,01 del giorno dopo — come risulta dalla memoria del telefonino — ricevette un sms dal servizio "LoSai di Tim" che l’avvisava di una chiamata dell’autista di Tarantini. Alle 16,54 dello stesso giorno nuovo avviso. Questa volta, sostiene la D’Addario, "è il cellulare privato del premier. Mi richiamò in serata e parlammo. Mi invitò a tornare al più presto".
La D'Addario rivela: "Mi candidai perché me lo chiese Tato Greco", il nipote di Antonio Matarrese che ha coordinato la campagna elettorale della lista di Raffaele Fitto. Lui nega di averla conosciuta "prima che si presentasse alla mia segreteria per chiedere di entrare in lista". "Strano — risponde la D’Addario — perché conservo un sms che mi ha inviato il 24 dicembre 2008, alle ore 10,57", dunque almeno tre mesi prima che si scegliessero gli aspiranti consiglieri per il Comune. Poi mostra il testo: "Ti auguro un Buon Natale e un 2009 pieno di soddisfazione per te e per i tuoi cari. Salvatore Greco". Aggiunge di aver incontrato il politico diverse volte: "Ricordo che in un’occasione c’era anche la mia amica che poi ha partecipato alle serate a palazzo Grazioli. Quando io mi sono fermata la notte, lei è andata via con Giampaolo e mi ha aspettato in albergo. La mattina dopo, quando ci siamo ritrovate per tornare a Bari, mi ha chiesto se avessi ricevuto una busta". "Ricordo un’altra giovane di Modugno e una che arrivava da Milano. Con loro ci siamo scambiate i numeri di telefono e ci siamo sentite anche in seguito".
GLI ALTRI POLITICI. Nelle intercettazioni delle telefonate disposte dalla Procura, emergono i legami di Tarantini con numerosi politici. I magistrati stanno adesso verificando la natura di questi rapporti, anche perché l’indagine mira ad accertare se le ragazze fossero la merce di scambio che l’imprenditore offriva per ottenere gli appalti nel settore sanitario per la sua Tecno Hospital, l’azienda che ha gestito con il fratello Claudio. In alcuni casi si tratta invece di contatti istituzionali. Nelle carte c’è il nome di Sandro Frisullo, del Partito Democratico, assessore all’Industria e vicepresidente regionale. Altro filone da esplorare è quello che riguarda il consumo di cocaina. Ci sarebbero infatti ambigui colloqui che avrebbero convinto il magistrato ad interrogare un giovane barese noto per essere un fornitore degli ambienti di alto livello della città. Il ragazzo, che di Tarantini è amico, avrebbe anche partecipato ad alcune feste che l’imprenditore ha organizzato in una villa dove ha trascorso negli ultimi anni le vacanze estive. Una splendida residenza di Porto Rotondo non troppo distante da Villa Certosa, la residenza del premier dove — confermano le ragazze interrogate dai pubblici ministeri — venivano mandate per partecipare agli eventi mondani.



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