Da Forza Italia a Salva Italia
Di Giovanna Guzzetti
E' il 1994 quando nel nostro Paese si leva lo slogan Forza Italia.
Certo, quattro anni prima, ai tempi di Italia 90, forza Italia era stato un grido ricorrente negli stadi per sostenere ed incitare l'undici azzurro fino a quando l'argentino Caniggia aveva beffato l'uomo ragno Zenga, escludendoci dal club dei migliori. Ma il Forza Italia del 1994 ha tutto un altro sapore. E soprattutto un altro obiettivo. Di calcistico c'è il legame che Silvio Berlusconi ha già intrecciato con il Milan (fine 1985), terminata l'era di Giusy Farina. Il premio in palio non è però guadagnarsi il primo posto in campionato ma diventare il primo partito in Parlamento.
Gli Italiani si fidano e si affidano a questo "uomo della Provvidenza" che ha deciso di "scendere in campo" e, nelle elezioni del 1994, si accodano al grido di battaglia Forza Italia.
Con alterne vicende e con un'alternanza di nomi (da Forza Italia a PdL), l'esperienza come premier del politico Berlusconi - abbandonato dalla Lega, all'opposizione con Prodi e D'Alema, di nuovo al governo per una intera legislatura, all'opposizione per poco più di due anni con Prodi, di nuovo vittorioso nel 2008 - si è conclusa il 12 novembre 2011 quando ha rassegnato le dimissioni. Programmate e non spontanee, mentre la folla lo apostrofava non proprio amichevolmente nella piazza del Quirinale. E fin qui potrebbe anche essere cronaca di ordinaria vita politica. Ma sono i tempestivi passi successivi a farci capire che di normale, negli ultimi diciassette anni (ah, la cabala…) della vita politica italiana, c'è stato ben poco. Il capo dello Stato, Napolitano, incarica di formare il nuovo governo (possiamo anche non chiamarlo di emergenza nazionale ma le parole del viceministro dell'Economia Grilli sull'ellenismo dei nostri conti pubblici lascerebbero intendere questo…) il tecnico Mario Monti neo senatore a vita. Il quale, giurato il 16 novembre, domenica 4 dicembre presenta la manovra varata quel giorno dal Consiglio dei Ministri.
La manovra Salva Italia. Nemmeno venti giorni per rifondare il Paese: altro che emergenza! Venti giorni dopo, il 23 dicembre, l'approvazione definitiva del pacchetto di misure. Il compassato Monti ha battuto il tempo: non si poteva perdere un istante nella rianimazione del malato Italia al quale che cosa possiamo dire perché (ri)trovi in tempi rapidi le energie per tornare a crescere? Il professore ha lanciato il pacchetto Cresci Italia. In consonanza con i tempi appena passati si sarebbe potuto proporre "Avanti ! Italia". Lavitola permettendo….


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