D'Alema: Disegnai una svastica su un carro armato sovietico

Lunedì, 20 giugno 2011 - 15:23:00

 

Napolitano alla Bocconi - Foto Olycom - Massimo D
Napolitano alla Bocconi - Foto Olycom - Massimo D'Alema
Massimo D'Alema disegnò una svastica su un carro armato sovietico. Lo ha rivelato lo stesso presidente del Copasir in una intervista al 'Il Post'. "Io rifiuto questa idea che la politica è la negazione dei sentimenti. La politica è passione. Quando io ero ragazzo, dopo un indimenticabile anno accademico di occupazioni, battaglie, eccetera, arrivato stremato alla fine di tutto questo, non pago di tutto quello che era successo - era il 1968 - con un amico, a bordo di una sgangheratissima 500, partimmo per Praga. Perché pensavo che questa breve vacanza si dovesse fare nella primavera praghese, perché mi appassionava, perché non concepivo nulla al di fuori dell'impegno. E mi ritrovai a Praga il giorno in cui vi entravano i carri armati sovietici. E ricordo lo shock".

"Mi ricorderò tutta la vita - ha aggiunto - come in questa mattinata in cui scendemmo in piazza per protestare contro i carri armati sovietici feci una cosa che mentre la facevo capivo che non andava fatta, anche perché era rischiosa, ma all'epoca non avevamo il senso di quel rischio: e disegnai con un gessetto una svastica su un carro armato del patto di Varsavia".

MONTEZEMOLO - "Se Luca di Montezemolo vuole impegnarsi nella vita politica, sicuramente potrà dare il suo contributo, è un uomo che ha capacità, abilità. Però deve appunto impegnarsi nella vita politica. L'espressione 'discendere in campo' mi ricorda solo due immagini: una negativa, Berlusconi, e l'altra positiva, Benigni", ha continuato D'Alema riferendosi a un'eventuale ingresso in politica di Luca di Montezemolo e sottolineando che il leader resta Pier Luigi Bersani.

"Non so se ti ricordi quell'irresistibile gag di Benigni - ha spiegato - il padre che 'scendeva in campo' perché in casa non avevano la toilette. Io userei in modo più sobrio 'impegnarsi nella vita politica'". Alla domanda se lo sosterrebbe come leader di uno schieramento D'Alema ha risposto: "Ritengo sano per il paese, al di là delle qualità personali, che a guidare il governo sia il leader del più grande partito italiano, che al momento si chiama Pierluigi Bersani e non Luca di Montezemolo".

"Io penso che loro non siano in grado di sostituire Berlusconi, per come si è costruita la destra italiana, che non è un partito, ma un'insieme di forze intorno a una personalità. L'unica possibilità che hanno è che Berlusconi ne nomini un altro, ma a quel punto il senso di questa operazione sarebbe il seguente: Berlusconi nomina un altro per il governo del paese e riserva a sé la candidatura alla presidenza della repubblica", ha detto D'Alema, per il quale "se è stato duro avere Berlusconi capo del governo per la credibilità del nostro paese, averlo presidente della Repubblica sarebbe insostenibile".

ALFANO - D'Alema ha anche commentato la nomina del ministro Alfano a segretario del Pdl, dicendo che "nel giro di pochi giorni, moltissimi italiani se ne erano già dimenticati. Almeno sinora l'impronta di questa leadership non si è vista, però si può ben sperare per il futuro. Io gli ho fatto una battuta quasi amichevole: 'Vedi Alfano, fare il delfino di un pescecane è un mestiere rischiosissimo'".

PRIMARIE - Le primarie sono per la premiership, non per la leasership personale, rivolto a Nichi Vendola. Vorrei dire una cosa a Nichi: le primarie non le facciamo per scegliere il capo della sinistra, le facciamo per scegliere il candidato a governare l'Italia. Perché in lui l'ansia delle primarie risponde secondo me a un'esigenza un po' diversa: Nichi pensa, attraverso le primarie, di affermare una sua leadership personale", ha detto D'Alema. "Le primarie - ha aggiunto - si dovranno fare: è giusto che venga data questa possibilità, fa parte di una procedura di costruzione di una coalizione. Ma prima viene la discussione con il paese e tra le forze politiche di un progetto".

Secondo l'esponente del Pd "è infinitamente ragionevole che il paese sia guidato dal leader del più grande partito italiano" e "che a queste primarie noi proporremo e sosterremo Pierluigi Bersani. Perché è naturale che sia così". Bersani, ha aggiunto, "ha uno stile politico che lo ha tenuto sempre lontano dagli eccessi di personalismo e di riscontri personali. Il che ne fa anche la persona più adatta a guidare uno schieramento composito, vario, di tante personalità". Quanto a Vendola "credo che lui eserciterà un ruolo importante nella prospettiva futura di governo. Noi non saremo mai uno schieramento di un solo capo: ci saranno sempre più personalità".

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