Cuba, muore il dissidente Zapata

Mercoledì, 24 febbraio 2010 - 10:52:00


Orlando Zapata
Orlando Zapata
Per giorni e giorni la dissidenza cubana aveva denunciato che era fra la vita e la morte: Orlando Zapata, 44 anni, alla fine martedì si è spento in un ospedale all'Avana dove era stato ricoverato lunedi a causa delle condizioni disperate nelle quali si trovava dopo 85 di sciopero della fame. A dare la notizia sono state fonti dell'opposizione. "Zapata è morto alle 15:30 (le 21:30 ora italiana, ndr). Quello che hanno fatto con lui è stato in realtà un omicidio mascherato da una copertura giudiziaria e carceraria", ha detto Elizardo Sanchez, portavoce della Commissione cubana dei diritti umani e riconciliazione nazionale (Ccdhrn, organismo illegale, ma tollerato dall'Avana). Raul Castro ha espresso "rammarico" per la morte di Orlando. Intanto trenta persone sono state
arrestate
a Cuba alla vigilia dei funerali.

Nonostante la gravità delle sue condizioni, Zapata "è stato portato in terapia intensiva solo lunedì", ha sottolineato Sanchez, ricordando che il dissidente era stato ricoverato all'Ospedale nazionale giudiziario, dove era stato portato dalla prigione di Camaguey, centro dell'isola. Zapata aveva cominciato lo sciopero della fame il 3 dicembre per protestare contro gli "abusi" che, secondo la madre, Reyna Luis Tamayo, aveva subito nel carcere di Camaguey. Faceva parte del gruppo di 75 dissidenti detenuti dal 2003, di cui 53 rimangono in carcere ed era stato condannato a 36 anni per diversi reati, fra cui "vilipendio della figura del Comandante" Fidel Castro.

Una ventina di oppositori, secondo quanto ha denunciato la CCdhrn, sono stati "brutalmente colpiti e fermati" questo mese a Camaguey quando protestavano proprio contro il "trattamento crudele e inumano" subito da Zapata. Altre fonti della dissidenza hanno ricordato che dopo il lungo sciopero della fame, Zapata aveva problemi soprattutto a reni, polmoni e fegato. La morte del dissidente porrà più di un problema alle autorità dell'isola: tra l'altro va proprio a coincidere con l'arrivo a Cuba del presidente del Brasile, Ignacio Lula da Silva, atteso oggi all'Avana.

AMNESTY A RAUL CASTRO, LIBERARE TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI

Amnesty International chiede al presidente cubano, Raul Castro, la liberazione "immediata e incondizionata" di tutti i prigionieri politici. All'indomani della morte del dissidente Orlando Zapata Tamayo l'organizzazione per i diritti umani sottolinea "la disperazione dei prigionieri di coscienza di Cuba, che non hanno la speranza di vedere la fine di un'iniqua e prolungata detenzione". "E' necessario", ha dichiarato Gerardo Ducos, ricercatore di Amnesty International sui Caraibi, "che siano condotte piene indagini per chiarire se i maltrattamenti siano stati una concausa della morte di Zapata Tamayo". Orlando Zapata Tamayo fu arrestato nel 2003. Nel maggio 2004 fu condannato a tre anni di carcere per "mancanza di rispetto", "disordini pubblici" e "resistenza". Aveva subito altri processi per "disobbedienza" e "disordini in un istituto di pena", l'ultimo dei quali nel maggio 2009, totalizzando complessivamente 36 anni di carcere.

"Di fronte a una sentenza cosi' lunga, il fatto che Orlando Zapata Tamayo non vedesse altra forma di protesta se non lasciarsi morire di fame e' un terribile segnale della costante repressione nei confronti dei dissidenti politici cubani", ha proseguito Ducos, "la sua morte evidenzia l'urgente necessita' che Cuba inviti esperti internazionali sui diritti umani, affinche' verifichino il rispetto delle norme in materia, in particolare il Patto internazionale sui diritti civili e politici". Orlando Zapata Tamayo era uno dei 55 prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International a Cuba. La maggior parte di essi faceva parte di un gruppo di 75 attivisti arrestati nel corso della massiccia repressione del marzo 2003. In assenza di un potere giudiziario indipendente, i processi celebrati a Cuba risultano spesso sommari e privi delle garanzie previste dal diritto internazionale. Una volta emessa una condanna -precisa Amnesty- le possibilita' di modificarla in appello sono praticamente nulle.
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