Il Csm frena sugli ispettori di Alfano a Trani

Giovedì, 18 marzo 2010 - 10:53:00


Berlusconi: i magistrati sono contro l'Italia. Telefonate lecite, Santoro inaccettabile. Ora grande riforma della giustizia

La procura di Trani conferma: venerdì sarà firmato il provvedimento che invia al tribunale dei ministri tutti gli atti relativi all'indagine che riguarda il presidente del Consiglio. A Trani resteranno invece le posizioni del commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e del direttore del Tg1, Augusto Minzolini.

Si terrà dopo le elezioni regionali l'udienza con il gip di Trani e il pool di magistrati che si occupano dell'inchiesta Rai-Agcom, per stabilire quali intercettazioni telefoniche, alcune delle quali riguardano dei ministri, potranno essere ammesse e quali invece saranno destinate alla distruzione.

Non ci sarà nessuna istruttoria della sesta commissione del Csm sull'ispezione in corso alla Procura di Trani, ma i consiglieri si limiteranno ad una risoluzione di carattere generale, che ribadirà i principi del rapporto tra poteri degli 007 di Alfano e segreto investigativo. Nei giorni scorsi la decisione del ministro della Giustizia Angelino Alfano di inviare gli "007" di Via Arenula a Trani, sede dell'inchiesta sulle presunte pressioni per chiudere Annozero, è stata causa di uno scontro a distanza tra il Guardasigilli e il Csm, che, nel frattempo, aveva dato l'ok a una pratica sull'ispezione. Sulla vicenda è intervenuto mercoledì il capo dello Stato Giorgio Napolitano, invitando le istituzioni a mettere da parte le contrapposizioni. E l'appello del Colle ha spinto il premier Silvio Berlusconi a sottolineare che "l'iniziativa del Csm è stata sconfessata dall'intervento del presidente Napolitano".

Optando per una risoluzione, il Csm ha ora deciso in sostanza che non saranno sentiti a Palazzo dei Marescialli gli ispettori inviati a Trani, né tanto meno i magistrati di quella Procura. E nemmeno sarà acquisito il mandato che il ministro Alfano ha affidato ai suoi incaricati e che tante polemiche aveva suscitato tra i consiglieri, i quali avevano ipotizzato un intervento su materie al di fuori delle competenze degli ispettori. "Alfano può mandare gli ispettori ma non interferiscano", rilancia comunque da parte sua Nicola Mancino. Duro il commento del numero due del Csm sulle parole di Berlusconi: "Sono valutazioni del presidente del Consiglio che io non condivido" ha detto.

La risoluzione potrebbe essere pronta già la prossima settimana. La commissione si è riunita giovedì mattina e, a maggioranza (con il voto contrario del laico del Pdl Gianfranco Anedda), ha deciso di non avviare una istruttoria, ma di mettere a punto una delibera con cui fare una ricognizione dei principi espressi dal Csm sui rapporti tra poteri ispettivi e indagini giudiziarie. La commissione tornerà a riunirsi mercoledì prossimo, nonostante a Palazzo dei Marescialli vi sia la pausa dei lavori per la settimana "bianca", e, dunque, non si esclude che già nei prossimi giorni arrivi a completare i suoi lavori.

La decisione della Commissione è in linea con le indicazioni che aveva dato il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli attribuendo la competenza delle pratica alla Sesta Commissione, che non ha il compito di tutelare i magistrati da eventuali invasioni di campo, ma di affrontare problemi ordinamentali. L'incarico di provvedere a una ricognizione dei principi che regolano il rapporto tra i poteri degli ispettori e le indagini giudiziarie, mettendo insieme le delibere con le quali il Csm ha già affrontato il passato il problema, è stato attribuito a Ezia Maccora, presidente della Commissione e togata di Magistratura Democratica. La Commissione tornerà a riunirsi mercoledì 24 marzo e conta di approvare il documento finale nella stessa settimana.

Sull'iniziativa della Commissione resta il dissenso del laico del Pdl, Gianfranco Anedda, secondo il quale il Csm non dovrebbe intervenire sul potere del ministro di inviare gli ispettori negli uffici giudiziari. L'esponente di maggioranza si è detto comunque "soddisfatto" perché "la commissione ha riconosciuto che si era ecceduto nella richiesta". In ogni caso, l’apertura di una pratica, sostiene Anedda, "può rappresentare una forma indiretta per intimidire gli ispettori".

BERSANI: BERLUSCONI DOVREBBE AVERE PIU' RISPETTO. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "dovrebbe avere piu' rispetto per le istituzioni". Cosi' il leader del Pd, Pierluigi Bersani, in merito alla 'interpretazione' che il premier ha dato delle raccomandazioni fatte da Napolitano in merito all'inchiesta di Trani. La raccomandazione del Capo dello Stato a evitare contrapposizioni e avere rispetto sia per i pm sia per gli ispettori era stata letta come una 'sconfessione del Csm' da Berlusconi. "Naturalmente io non l'ho letta cosi' - ha detto Bersani -. Nessuno l'ha letta cosi', solo Berlusconi, che ancora una volta cerca di deformare a suo uso e consumo, a suo vantaggio, affermazioni del Presidente della Repubblica molto serie, molto equilibrate e molto giuste".

SANTORO: PRESSIONI SU CELENTANO. "Adriano sta cercando di fare una trasmissione per la Rai e anche a lui ogni cinque minuti chiedono scalette e quant'altro. E lui continua a rispondere 'ma cosa volete che sia una scaletta? Io vi dico che cosa può essere una trasmissione di Adriano Celentano, avete presente Rockpolitik? Bene, allora fate conto che io ho voglia di fare un altro Rockpolitik, quindi non c'è bisogno che io vi presenti una scaletta, se vi va mi dovete lasciar fare liberamente la mia trasmissionè. Ma a questo punto le difficoltà sono molto alte per Celentano e per chiunque voglia esprimersi liberamente". È quanto riferisce il giornalista Michele Santoro parlando a Bologna durante la conferenza stampa di presentazione dell'evento 'Rai per una notte' che si terrà al Paladozza, sotto le Due Torri, il prossimo 25 marzo. Santoro ha raccontato questo episodio subito dopo aver spiegato per quale motivo Celentano ha declinato il suo invito a partecipare alla serata bolognese di giovedì prossimo.

FUGA NOTIZIE, DUE GIORNALISTI SENTITI DALLA DIGOS. Intanto prosegue a ritmo serrato l'indagine sulla fuga di notizie sull'inchiesta della Procura di Trani sulle intercettazioni che vedono coinvolti i Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il commissario Agcom Innocenzi e il direttore del Tg1 Minzolini.  Un giornalista è stato ascoltato in Questura a Bari dai funzionari della Digos, un altro cronista sara' ascoltato sempre in Questura a Bari.

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