Crisi, si cerca il dialogo, ma è ancora scontro

Venerdì, 5 agosto 2011 - 15:02:00

Sacconi
Maurizio Sacconi
Il confronto sulle ricette per rispondere alla crisi economica tiene ancora banco ma non accenna a sfociare in un punto di
contatto, almeno tra maggioranza e opposizione. Dopo il crollo delle Borse di ieri e l'incontro con le parti sociali, tutti restano su posizioni diametralmente opposte. Ma oggi e' Maurizio Sacconi ad accennare alla possibilita' di un 'secondo round' la prossima settimana.

Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, avverte che "sarebbe un gravissimo errore pensare in questo momento ad un governo di transizione", cosi' come per Fabrizio Cicchitto e' da irresponsabili "proporre, come oggi fanno due esponenti del Partito Democratico una crisi di governo e la formazione, assai aleatoria, di un non ben precisato governo di transizione, cioe' in sostanza una crisi al buio". Significa non tenere "minimamente conto di cio' che sta avvenendo nel mondo e di conseguenza in Italia", sottolinea il capogruppo Pdl alla Camera. Anche per il ministro Saverio Romano non e' questo il tempo delle crisi di governo.

Allora, e' il titolare del Welfare, Maurizio Sacconi, ad annunciare un nuovo incontro, gia' la prossima settimana, con le parti sociali e sottolineando che "Berlusconi per primo si e' rivolto alle opposizioni chiedendo coesione nazionale e responsabilita' senza confusione di ruoli. Questo e' il momento di assumere decisioni, non facili, ma occorre seguire un percorso che sia ad un tempo di rigore e di crescita, di stabilita' dei conti e di crescita. La crescita non si fa ne' con le tasse ne' con tagli aggiuntivi, non la fai con le leggi soltanto, ma facendo convergere tante volonta' politiche e istituzionali e gli attori sociali ed economici. E' quello che stiamo facendo, lavorando ora per ora senza soluzione di continuita'".

L'opposizione, ad ogni modo, non molla: "Le proposte e la disponibilita' al confronto contenute nell'intervento di Bersani pubblicato oggi sul Sole 24 Ore tolgono ogni alibi al governo", afferma Enrico Letta. C'e' "un'opposizione che si preoccupa della salute del Paese piu' di quanto facciano coloro che hanno l'onore e l'onere di governare. Il governo - conclude - apra un confronto reale sui punti della lettera di Bersani. Ed esca dall'immobilismo drammatico di queste ore". Fli arriva a chiedere il 'ritiro' di Berlusconi. Per Carmelo Briguglio, vicepresidente vicario dei deputati Fli, infatti, "il ritiro dal governo di Silvio Berlusconi ridarebbe credibilita' all'Italia di fronte ai mercati".

L' Idv chiede, nella prossima settimana, l'immediata convocazione del Parlamento per discutere ed approvare con urgenza una manovra correttiva, dichiara Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera.

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