Crisi, Bossi da Fini con due proposte: nuova legge elettorale e ok al rimpasto
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E' terminato il vertice tra Fini e il leader della Lega Bossi per un estremo tentativo di trovare un accordo per salvare la legislatura. No comment dei protagonisti. Secondo le indiscrezioni, il leader del Carroccio, nel suo ruolo di mediatore tra Berlusconi e il presidente della Camera, avrebbe presentato due proposte del premier: sì alla riforma della legge elettorale, sì a un rimpasto di governo. La seconda mano tesa potrebbe non prevedere però, come invece auspicato da Fini, l'allargamento della maggioranza in direzione dell'Udc. Di quest'ultimo punto hanno discusso ieri Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli insieme a Fini in un incontro durato un'ora e mezzo.
Massimo riserbo sul contenuto dei colloqui ma la sensazione e' che le affinita' tra Fli, Udc e Api stiano crescendo in vista, in caso di elezioni anticipate, della nascita di un polo elettorale di centro. I tre leader hanno convenuto intanto nell'accogliere l'appello del presidente Napolitano sulla necessità di salvaguardare la legge finanziaria dalle turbolenze del quadro politico. A proposito di finanziaria, Pdl e Lega hanno deciso di accelerare i tempi del confronto. E' questa l'indicazione di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, che da oggi è a Seul insieme a Berlusconi per partecipare al vertice del G20. Il maxiemendamento del governo al ddl stabilita' e' stato depositato ieri sera nella commissione Bilancio della Camera. I lavori della Commissione riprenderanno questa mattina. Alle 18 scadono i termini per la presentazione dei subemendamenti e venerdi' comincera' il voto. Per l'Aula e' gia' stata annunciata la richiesta del voto di fiducia. Fli sta valutando la bozza del maxiemendamento. 'La legge di stabilita' non puo' essere un terreno strumentale per far cadere il governo', conferma il finiano Carmelo Briguglio. Rispetto al pessimismo dei giorni scorsi sul prosieguo dell'attività di governo, crescono nelle ultime ore le quotazioni di chi punta a una crisi 'pilotata' in cui Berlusconi dovrebbe avere la garanzia di ricevere nel giro di pochi giorni il reincarico da parte del presidente Napolitano per verificare le possibilità di una apertura della maggioranza all'Udc, come chiesto da Fini.
Quest'ultima potrebbe essere anche una delle offerte di Bossi al leader di Fli. Berlusconi continua pero' a temere che l'apertura formale della crisi con le sue dimissioni potrebbe fare il gioco di chi punta a un governo tecnico o di transizione che escluda Pdl e Lega. Da qui la prudenza sulle sue prossime mosse. Sul merito, potrebbe esserci una risposta solo al suo ritorno da Seul. Nel frattempo Fli conferma che entro la settimana ritirera' la propria delegazione dal governo, forse gia' oggi se il colloquio tra Fini e Bossi non dovesse lasciare margini di negoziato. Conferma il finiano Fabio Granata: 'Probabilmente subito dopo l'incontro tra Fini e Bossi, se non succede nulla di nuovo, e non succedera' nulla di nuovo, ritireremo la delegazione dal governo'. In questo quadro, il Pd rompe gli indugi rispetto alla presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del governo insieme all'Idv. 'Il nostro obiettivo e' rendere evidente e formale la crisi. Abbiamo affidato ai nostri capigruppo, che se ne intendono, il compito di trovare i percorsi e le tecniche migliori per arrivare a questo obiettivo. Abbiamo pero' cominciato a raccogliere le firme', annuncia il segretario Pier Luigi Bersani. A differenza di quanto era stato deciso nella riunione di Coordinamento di martedi' sera, il Pd non attendera' dunque l'approvazione della legge finanziaria per procedere alla raccolta delle firme sulla mozione di sfiducia, anche se poi la presentazione formale potrebbe avvenire in un secondo tempo. Commenta Antonio Di Pietro, Idv: 'Siamo soddisfatti della decisione del Pd: la sfiducia a Berlusconi e' l'unica cosa da fare. Da tempo sosteniamo la necessita' di mettere ciascun parlamentare davanti alle proprie responsabilita' e di essere coerenti con le dichiarazioni di sfiducia finora fatte nei confronti del governo Berlusconi'.



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