Il capitalismo da riformare
La crisi e i tentativi di uscirne stanno mostrando del capitalismo un volto che sembra assomigliare alle caricature marxiste degli anni ’70, quelle di un sistema affamatore e cinico. Marchionne non mente e dopo tutto fa il suo mestiere quando pretende di imporre condizioni di lavoro peggiori che nel passato, regolamentando odiosamente i minuti per andare a far pipì e il numero di peristalsi concesse all’operaio in catena di montaggio, perché sa che nella globalizzazione può trovare all’estero costi di lavoro e condizioni sempre migliori per sé.
Nel frattempo si torna a morire di indigenza e di freddo (vedi il bambino di Bologna), mentre faticano a sopravvivere non solo i disoccupati, ma persino gli occupati, i cui guadagni non bastano. Questo perché negli ultimi 20 anni una fetta imponente di ricchezza si è spostata dai salari alle al capitale (oggi un operaio italiano per essere in pari con il suo equivalente degli anni ’80 dovrebbe guadagnare più di 2mila euro al mese).
Come ai tempi in cui Marx era di moda, non si tratta di cattiveria dei singoli, è che è il sistema nel suo complesso ad esserlo. Marchionne e gli speculatori, le banche e gli imprenditori non fanno che applicare razionalmente e con giudizio logiche che sembrano proprie del sistema. E infatti sembrano loro quelli “moderni”, ma intanto a Pomigliano la malattia di un lavoratore viene presa sul serio solo dal tumore in su.
Il capitalismo non è mai stato perfetto. Al pari della democrazia, è solo il sistema meno imperfetto che conosciamo, ma mentre prima riusciva a distribuire ricchezza e benessere, ora sembra farlo molto peggio ingenerando ingiustizie e riuscendo a riassorbire nel proprio alveo anche le voci dissonanti. Vedi Obama, che doveva essere l’ostetrico di un cambiamento epocale e si ritrova a ritoccare il suo governo per scendere a più miti consigli, annacquando anche la portata simbolica della sua elezione.
Qualcuno spera che in Italia un pensiero diverso possa arrivare da Vendola, ma è ottimismo gratuito.
Nessuno sa come si fa. Forse dovremmo parlarne di più e farci venire qualche idea.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















