Le tesi dei riformisti nel governo/ Binomio Sanità -Federalismo, il 7-10 convegno della Fondazione Craxi. Presenti Sacconi, Fitto...
Martedì 7 ottobre si terrà un convegno sul binomio inscindibile di Sanità e Federalismo promosso dalla Fondazione Craxi. All'incontro parteciperanno quattro importanti esponenti del governo: due ministri, Sacconi (Sanità) e Fitto (Affari regionali), e due sottosegretari, la padrona di casa Stefania Craxi e Aldo Brancher (Federalismo). Quello organizzato dalla Fondazione Craxi è il primo focus sulla Sanità e di fatto anticipa la presentazione prevista per gennaio di un Rapporto al Paese, proprio su questo tema, elaborato sulla base di un modello econometrico capace di analizzare i flussi di spesa e l'impatto delle politiche sociali a livello territoriale.
Secondo noi la Sanità - che assorbe l'80% della spesa corrente delle regioni - rappresenta il vero banco di prova del Federalismo che verrà. Si capirà da come sapremo governarla attraverso il Federalismo se quest'ultimo sarà vero o falso. In particolare per noi riformisti il modello di riferimento è quello già presente nel lombardo-veneto in quanto esso racchiude sia i livelli più elevati di efficienza, sia un rapporto virtuoso tra pubblico e privato, sia una composizione demografica rappresentativa dell'intero Sistema Paese. L'applicazione di questo modello, una volta entrata a regime, produrrà un risparmio su scala nazionale di ben 4,3 miliardi di euro rispetto alla spesa attuale.
Il Federalismo anche nella Sanità deve unire il Paese, oggi spaccato in due tra l'esempio di eccellenza della Lombardia e del Veneto e il caso limite della Calabria, soggetta addirittura ad un commissariamento ai sensi della protezione civile (che sta a significare una situazione di emergenza sanitaria) e che è caratterizzata da un drammatico trend di spesa, dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007.



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