La Cassazione conferma l'ordinanza di arresto per Cosentino

Giovedì, 28 gennaio 2010 - 19:00:00


La Cassazione ha dichiarato legittima l'ordinanza di arresto per Nicola Cosentino, il sottosegretario all'Economia accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. La pronuncia non avrà comunque conseguenze immediate in quanto il 10 dicembre scorso la Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta dei magistrati partenopei: il deputato del Pdl, che fino al suo coinvolgimento nell'inchiesta era il candidato il pectore a governatore della Campania, non potrà quindi essere arrestato fino quando rimarrà in Parlamento.

La prima sezione penale della Cassazione ha respinto  il ricorso con il quale il parlamentare del centrodestra aveva contestato l'rodinanza emessa dal Gip di Napoli il 7 novembre scorso. In questo senso si era espresso in mattinata il sostituto procuratore della Cassazione Vito Monetti

Dopo la sentenza, l'avvocato Stefano Montone, che con il collega Agostino De Caro difende il sottosegretario, ha auspicato tempi brevi per il processo "per fare in modo di superare i limiti di segretezza degli atti e far cadere tutte le accuse".  "Prendiamo atto della decisione della Corte, che evidentemente ha ritenuto il provvedimento giudiziario del gip privo di vizi formali - ha aggiunto  - vedremo le motivazioni".

Quanto alla possibilità che il loro assistito venga arrestato una volta che non sia più parlamentare, i due legali hanno espresso la speranza "che il giorno in cui non sarà più in Parlamento sarà già stato assolto dalle accuse. Siamo sicuri che tutta la vicenda si sarà chiarita e che Cosentino non avrà nulla da temere nemmeno nell'ipotesi in cui, un domani, non fosse più parlamentare".

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