Cose Nostre/ La7 a De Benedetti, imbarazzo al Sole per la Marcegaglia antisindacale

Sabato, 4 giugno 2011 - 19:45:00


Angioletto

- Primarie sì, primarie no. Mentre nel Pd le vedono come una iattura autolesionistica e vorrebbero archiviarle (hanno creato un sacco di problemi, certo di più di quanti non ne abbiano risolti, avvantaggiando Vendola, in Puglia, come a Milano) nel Pdl le scoprono e vogliono adottarle per trovare il successore di Silvio Berlusconi. Ma non si faranno, Berlusconi non molla. Essendo la sua una monarchia, la successione avverrà dinasticamente. Ossia dall'alto.

Cose Nostre/ De Benedetti: Silvio, intanto facciamolo fuori poi si vedrà
feltri
Vittorio Feltri
- Al Giornale torna dunque Vittorio Feltri
. Aveva detto, per spiegare il recente divorzio da Berlusconi e il passaggio a Libero, che voleva fare l'editore e aveva comprato quote dagli Angelucci. Insieme con il suo ex allievo (che lo aveva superato) Maurizio Belpietro. E aveva confidato che pochi minuti dopo l'uscita dal Giornale si era "rotto i c. dell'esperienza di via Negri". Trovando naturale tornare nel giornale da lui stesso fondato facendosi fotografare col dioscuro Belpietro in apposita conferenza stampa. Come non detto, macchina indietro. I due direttori da soci fraterni tornano concorrenti sanguinolenti. E dovranno, per sopravvivere in due giornali in fortissime difficoltà economiche, suonarsele di santa ragione. Anche in tv, con noi assorti e assisi davanti a seguire le loro piroette un po' (sia detto con affetto) da circo.

Già, ma se torna Feltri al Giornale, che fine faranno Sallusti e la Santanchè, ribattezzati Olindo e Rosa, figure chiave di direttore e manager pubblicitaria nell'organigramma di Paolo Berlusconi, divenuti nel frattempo anche caldi amanti? Restano? Vanno? Insieme? Si dividono? Solo professionalmente? O anche sentimentalmente?

- Arrivano i referendum e Pierferdinando Casini ha un problema grosso come una casa: il suocero, Francesco Caltagirone, è azionista importante di Acea, che gestisce l'acqua a Roma e vuol crescere nel settore. E allora Pierferdy e il suo partito come gestiranno il possibile conflitto di interessi? Semplice, con qualche distinguo: il Clooney alla bolognese andrà alle urne,certamente, è giusto. E voterà contro il legittimo impedimento (Silvio tiè). Ma sull'acqua sparerà due no, con motivazioni vagamente paraleghiste da largo ai privati, abbasso il pubblico :"Non resuscitare le aziende municipalizzate, produttrici soprattutto di centinaia di assunzioni clientelari". Sinistra, tiè,anche Pierferdy tiene famiglia.

Prodi
Romano Prodi
- E' durata lo spazio di un mattino e già tramontata la candidatura di Romano Prodi mediatore e inviato dell'Ue in Libia. Era una bufala (pilotata?) del Corriere e il ministro Frattini, che si era agitato molto, ha smesso di rosicare. Tutto il mondo è paese. Specie quando si parla di sesso. Vi ricordate John Edwards, quel belloccio del Nord Carolina che partecipò senza successo alle primarie democratiche del 2004 e del 2008? Usò denari della campagna elettorale per godersela con la regista Rielle Hunter, che lo seguiva ovunque per girare un film su di lui, fregandosene della moglie (da cui poi dovette separarsi), poi morta di cancro. Quanti obnubilamenti, trasalimenti e disequilibri provoca la passione interclassista, bipartisan ed eterna per la gnocca...


- Tra i possibili ministri della Giustizia al posto di Alfano circolano tanti nomi, tra i quali il direttore del legislativo di via Arenula, Augusta Iannini. Peccato che la signora in questione sia la moglie di Bruno Vespa. Lascerei perdere.

- Dopo il caso Brancher, nominato ministro e cancellato in poche ore per problemi giudiziari (era una trappola di Calderoli al suo capo Bossi, dice chi conosce le segrete cose leghiste), Giorgio Napolitano marca stretto Silvio Berlusconi e vuole sapere in anticipo il nome dei nuovi ministri. In particolare la Giustizia, dove il Cavaliere ha zufolato un po' di nomi tra i quali molto gradito al Colle quello di Maristella Gelmini.

- Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, sfida la corte dell'Aja: "Ho solo difeso i serbi". Stessa linea di quei boia nazisti che ispirarono alla filosofa Anna Harendt, cronista in aula in quei processi, la famosa "banalità del male".

Eugenio Scalfari
Eugenio Scalfari
- Eugenio Scalfari si dimentica di Mario Monti, che era stato inserito nella troika di possibili governatori della Banca d'Italia proposti dal presidente della Repubblica Ciampi al presidente del Consiglio Berlusconi al posto di Fazio. Scalfari cita a proposito Mario Draghi e Tommaso Padoa Schioppa. Ma poi come terzo indica, sbagliando, Vittorio Grilli, Errore, non era Grilli il terzo ciampiano, ma Monti. Al presidente della Bocconi non sfugge nulla.. Sicchè oggi il Fondatore è costretto a un mesto errata corrige.

- Gran spolvero a La7, la tv di Telecom con audience da prefisso telefonico e in perenne perdita.. In arrivo il meglio della squadra di sinistra e antiberlusconiana della Rai, da Santoro a Fazio, da Floris a Gabbanelli. Ma soprattutto in arrivo un nuovo azionista di maggioranza, nientemeno che Carlo De Benedetti, l'editore di Repubblica. Arriverà entro l'anno, acquistando il 40 per cento (il 37 resta a Telecom,il 23 in borsa), che vale circa 300 milioni, meno di quel che dovrebbe arrivargli per via giudiziaria dalla Fininvest per il risarcimento Mondadori. Come a dire che De Benedetti sfida il suo nemico storico Berlusconi sul terreno della tv usando i suoi soldi.

- Gabriele Albertini come sempre è il più lucido di tutti. Anche sulle elezioni amministrative a Milano: "Non siamo di fronte a una vittoria del centrosinistra. Pisapia ha preso gli stessi voti di Ferrante. Qui il problema sono i dieci punti percentuali che abbiamo perso noi". Lo ascolteranno? Faranno autocritica le fazioni interne del Pdl e della Lega in perenne lotta tra di loro?

profumo
Alessandro Profumo
- Che cosa lega il banchiere Profumo al radicale Cappato al punto da indurre l'ex gran capo di Unicredit, accreditato di simpatie per il Pd e non certo per i Radicali a inneggiare con la Bonino all'elezione dell'uomo dei referendum, bestia nera di Formigoni e dei suoi listini?

- Che imbarazzo al Sole ieri pomeriggio quando le agenzie hanno battuto la notizia della condanna della Marcegaglia per comportamento antisindacale. Telefonate frenetiche e riunioni e poi la decisione: niente prima pagina, una breve a pag 19, nella rubrica Lavoro.

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