Così Cosentino spacca il Carroccio. Calderoli media tra bossiani e maroniani

Il voto su Cosentino mette in fibrillazione la Lega. Giovedì la Camera deciderà se confermare o meno il voto favorevole della Giunta per le autorizzazioni all'arresto del deputato e coordinatore campano del Pdl, accusato di riciclaggio di capitali mafiosi del clan dei casalesi. Nel Carroccio si teme, che qualora ci fosse il voto segreto, come appare sempre più probabile, possano spuntare alcuni franchi tiratori che in questo modo sconfesserebbero la linea del partito. Una linea dettata da Roberto Maroni, sempre più leader ombra della Lega.
Le stesse dichiarazioni del deputato della Lega e membro della giunta delle autorizzazioni a procedere, Luca Rodolfo Paolini, ad Affaritaliani.it lasciano trapelare i dubbi su una posizione unanime nel partito: "L’impianto accusatorio suscita parecchie perplessità. Tutte queste esigenze a favore della custodia cautelare per fatti avvenuti nel 2007 tecnicamente non le vedo. Ma mi adeguo alle decisone proposta da tutti i dirigenti della Lega”. Insomma dubbi e perplessità che attanagliano anche i parlamentari leghisti che dovranno pronunciarsi sull'arresto. Sono soprattutto quelli vicini a Bossi a essere più titubanti. Proprio per questo, è stato Maroni in persona, e non Bossi al termine del consiglio federale di lunedì ad uscire allo scoperto e ad annunciare che il partito avrebbe votato sì in commissione alla carcerazione preventiva del deputato del Pdl. Ma nel Carroccio, in queste ore, in molti sono al lavoro per trovare una mediazione tra il cosiddetto cerchio magico, più morbido con Cosentino perché teso a non rompere definitivamente con Berlusconi e i maroniani più propensi a sganciarsi dal Cavaliere. Il numero uno dei mediatori, secondo quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it, ha un nome bene preciso: quello di Roberto Calderoli, che cerca di avvicinare le due correnti. Giovedì nel segreto dell'urna si capirà se la missione dell'ex ministro della Semplificazione avrà sortito gli effetti sperati.
Daniele Riosa


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