Corruzione/ In manette l'uomo di D'Alema

Mercoledì, 19 maggio 2010 - 09:00:00


Fasano
Flavio Fasano
I carabinieri del Ros di Lecce hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 2 misure cautelari di obbligo di dimora, nei confronti di quattro persone accusate di concorso in turbata liberta' degli incanti, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Agli arresti domiciliari sono finiti Flavio Fasano, di 51 anni di Taviano (Le), fedelissimo di D'Alema, avvocato, ex sindaco Pd di Gallipoli (Le), ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici, e Luigi Siciliano, di 68 anni di Salve (Le), imprenditore.

L'indagine costituisce il secondo stralcio di quella denominata «Galatea», già condotta dal Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri. Questo filone d'inchiesta sui reati contro la pubblica amministrazione è stato condotto dal mese di novembre 2008, parallelamente a quello relativo all'omicidio del capo clan della Sacra corona di Gallipoli Salvatore Padovano, ucciso il 6 settembre dello stesso anno su ordine, secondo gli inquirenti, di suo fratello Rosario il cui avvocato nel processo è proprio l'ex sindaco di Gallipoli Fasano. Alcuni risultati emersi in questo ambito investigativo hanno consentito di far emergere le responsabilità degli indagati in episodi di corruzione, con riferimento a tre vicende: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia nel 2009; l'assunzione illegittima di un coindagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Sono state inoltre notificate ulteriori 2 misure cautelari dell'obbligo di dimora a carico di un imprenditore di Lecce e di un dirigente della Provincia che dovranno rispondere delle stesse ipotesi di reato.

I carabinieri hanno già sequestrato diversi documenti in vari uffici pubblici: Provincia di Lecce, Camera di Commercio di Lecce, Comune di Gallipoli, Comune di Acquarica del Capo, Comune di Parabita e Monte dei Paschi di Siena sede di Lecce. Contestualmente all'esecuzione delle misure cautelari, sono stati notificati 7 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di altrettante persone, indagate, a vario titolo, per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e abuso d'ufficio. Sono: l'imprenditore gallipolino, Alfredo Barone, il sindaco di Parabita (Lecce), Adriano Merico, il collaboratore di Merico, Stefano Prete, il segretario comunale di Acquarica del Capo, Giuseppe Leopizzi, il consigliere comunale di Matino, Mirko Vitali, poi Michele Patano, direttore tecnico del Cotup, e Michela Corsi, funzionaria dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici.

Flavio Fasano si era dimesso dal Pd nel novembre del 2009 e aveva rinunciato a una candidatura alle scorse elezioni regionali. Da anni "referente" di Massimo D’Alema nel collegio camerale ioni­co, l'ex primo cittadino aveva lasciato il partito in seguito alla pubblicazioni di alcune intercettazioni imbarazzanti in cui il politico e avvocato parlava con il suo assistito, Rosario Padovano, tre giorni dopo l'omicidio di suo fratello Salvatore Padovano, capo dell'omonimo clan e della cui esecuzione, secondo gli inquirenti, sarebbe mandante proprio suo fratello Rosario.

I colloqui di Fasano col boss della città

I carabinieri del Ros hanno seguito gli spostamenti di Flavio Fasano, quando era assessore provinciale. Hanno documentato le sue frequentazioni. E, soprattutto, gli incontri con Rosario Padovano, fratello del boss della Sacra Corona Unita Salvatore, detto Nino Bomba. Attualmente Roasario Padovano si trova in carcere per aver ordinato e fatto eseguire l'assassinio del fratello.

Annotano i Ros nella loro informativa: "Gli incontri tra Pompeo Rosario Padovano e l’avvocato Flavio Fasano, già Sindaco del comune di Gallipoli, oltre alle richiamate esigenze riguardanti l’omicidio riguardavano anche altri argomenti che denotato lo stretto legame comunque esistente tra i due". Più avanti si legge: "Successive conversazioni tra Padovano e Fasano erano infatti attinenti al recupero di materiale documentale, da far pubblicare sugli organi di informazione, riguardante l’acquisto da parte di politici di copie del testo scritto dal defunto capo clan Salvatore Padovano, intitolato “Da Ciano all’11 settembre”. La finalità era quella di screditare gli avversari politici di Fasano, candidati nelle elezioni amministrative del 13 e 14 aprile 2008".

Gli investigatori richiamano la telefonata del 13 ottobre del 2008, quando Flavio Fasano contatta Pompeo Rosario Padovano per avere informazioni sul numero delle copie che «Nino bomba» aveva consegnato ad esponenti politici.

Altra conversazione, questa volta intercettata sul cellulare di Fasano, e richiamata dagli investigatori è quella della mattina dell’11 novembre del 2008. Mentre l’avvocato Fasano compone un numero, in sottofondo si sente la voce di Rosario Padovano che era in sua compagnia. Il motivo della telefonata dell’avvocato riguardava l’accesso ad un programma terapeutico di disintossicazione da parte di due fratelli gallipolini, uno dei quali ritenuto affiliato al clan Padovano e condannato per associazione mafiosa. In attesa della risposta dell’utente chiamato, Padovano rivolgendosi all’avvocato Fasano parla di Giancarlo Carrino (il consulente amministrativo di Nardò indagato in un altro procedimento per abuso d’ufficio e turbativa d’asta). Nella conversazione si dice che «stava aiutando qualcuno con la società di riscossione “Equitalia”, interessando “un dottore di Lecce, presidente dei curatori fallimentari”. Fasano, che nel frattempo aveva ricevuto la risposta dal suo interlocutore telefonico, lo invita a ricevere i due ragazzi, "perché costituiva un suo personale interesse farli accedere ad un programma terapeutico".

Alcuni incontri fra Fasano e Padovano, avvenuti davanti ad alcuni locali pubblici di Gallipoli, sono stati anche fotografati dai carabinieri del Ros. E le immagini fanno parte integrante della informativa consegnata al pm Elsa Valeria Mignone.

Nell’informativa del Ros si legge: "Le acquisizioni investigative evidenziano sostanzialmente l’esistenza di accordi, su più fronti, tra il pregiudicato Rosario Padovano e l’avvocato Flavio Fasano che nel periodo di interesse investigativo (dal 2007 al 2009) rivestiva l’incarico di Consigliere dell’Amministrazione provinciale di Lecce ed in seguito quello di Assessore (con delega a: gare, appalti ed espropri - strade - edilizia scolastica e impiantistica sportiva - sport») Per gli investigatori "Fasano non rappresentava soltanto un semplice contatto che Padovano aveva attivato per garantirsi un rapporto fiduciario con le Forze dell’Ordine, ma costituiva un elemento di cui poteva servirsi per il raggiungimento di finalità illecite. Questa è la chiave di lettura attribuita alle telefonate dove emerge l’asserito sostentamento economico garantito dal Fasano alla famiglia Padovano attraverso gli introiti del mercato ittico di Gallipoli".

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