Copasir, D'Alema comincia con i dossier Telecom e Pompa

Martedì, 26 gennaio 2010 - 17:13:00


Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica dopo aver insediato ed eletto Massimo D’Alema presidente, è stato convocato dal neo eletto “immediatamente“ e ha “deliberato di avviare l’esame delle comunicazioni del presidente del Consiglio relative alla conferma dell’opposizione del segreto di Stato nei procedimenti in corso presso gli uffici giudiziari di Perugia e di Milano”. I due procedimenti ai quali si riferisce la nota del Copasir sono quelli a carico di Marco Mancini ex capo della sezione operativa del Sismi (oggi Aise), accusato in concorso con Tavaroli ed altri 34 indagati per il dossieraggio illegale. La presidenza del Consiglio, infatti, ottemperando alla sentenza dei giudici costituzionali che hanno “esteso ai pubblici ufficiali ‘anche indagati o imputati’ il divieto di violare il segreto di Stato sugli ‘assetti organizzativi e operativi’ del Sismi”, ha confermato il “segreto di Stato” sollevato da Mancini davanti al giudice dell’udienza preliminare Mariolina Panasiti. Palazzo Chigi ha già chiarito che il “segreto” varrà per quegli atti del processo solo “in quanto riferibili alle relazioni internazionali tra servizi di informazione e agli interna corporis degli organismi informativi”.

L’altro procedimento è relativo alla richiesta da parte della procura della Repubblica di Perugia del rinvio a giudizio dell’ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e dell’ex funzionario Pio Pompa. L’accusa mossa ai due dal piemme Sergio Sottani è di peculato per le presunte irregolarità dell’archivio riservato scoperto a Roma in via Nazionale. Secondo Sottani, Pollari e Pompa avrebbero costituito l’archivio illegale con fondi e mezzi del Sismi senza alcuna utilità per attività istituzionali. L’archivio di Via Nazionale a Roma, interamente sequestrato,si componeva di dossier su magistrati, giornalisti e dirigenti dello Stato. Anche su questa inchiesta la presidenza del Consiglio ha opposto il “segreto di Stato” e sarà necessario adesso attendere se il giudice per le indagini preliminari si atterrà alla richiesta dei piemme o a quella di Palazzo Chigi o se sarà necessario un altro ricorso, da parte dei magistrati o di Palazzo Chigi, alla Corte costituzionale. Su entrambi i “segreti di Stato” imposti dalla presidenza del Consiglio si dovrà esprimere il Copasir.

I criteri per individuare le materie da coprire con il “segreto” sono stati stabiliti dal regolamento dell’aprile 2008 varato da Romano Prodi. L’articolo 3 dispone che i “supremi interessi dello Stato” da tutelare sono l’integrità della nazione, gli accordi internazionali, l’indipendenza della Repubblica, la difesa delle istituzioni e degli interessi militari. L’articolo 5 del regolamento chiarisce ulteriormente i poteri di applicazione del presidente del Consiglio in questa materia “sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento esemplificativamente elencate in allegato”, e cioè: “tutela di interessi economici, finanziari, industriali, scientifici, tecnologici, sanitari e ambientali”.

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