Arabesque/ Italiani più furbi dei siriani...
Persone di ogni nazionalità passano per questa stradina: dall'Australia agli Stati Uniti, passando per l'India, il Pakistan, l'Iran, e i vari paesi europei. Ed è sorprendente vedere esibirsi i commercianti più abili, che possono padroneggiare una quantità di lingue da suscitare l'invidia anche dei più esperti linguisti. Anche perché alla domanda di come abbiano fatto ad impararli, questi idiomi, viene risposto: "Così, per strada". Con la buona pace delle grammatiche e degli studenti che dopo anni di studio sui libri, hanno enormi difficoltà a spiaccicare due parole nella lingua che intendono imparare (vedi la sottoscritta).
I suq di Damasco potrebbero essere paragonati a un grande centro commerciale all'aperto. Strada dopo strada, la città vecchia è quasi tutta un suq, in cui ogni zona ha i suoi prodotti specifici. Dal mercato delle spezie, a quello dei semi, a quello della biancheria, degli attrezzi, e così via. In questa divisione per zone, i negozietti con gli stessi prodotti sono uno accanto all'altro, in barba ad ogni criterio di evitare la concorrenza. Ma d'altronde qui le cose funzionano diversamente e l'opportunità di guadagno non dipende dalla pubblicità o dalla bellezza del negozio, ma dall'abilità del commerciante nel saper attirare il cliente.
Quest'anno gli effetti della crisi economica si fanno sentire anche a Damasco, soprattutto nel campo del commercio con i turisti, che in conseguenza alla crisi comprano molto di meno. Facendo con Samir una classifica dei turisti più spendaccioni scopro che all'ultimo posto si trovano i Catalani (secondo lui in assoluto i più "taccagni") e gli Olandesi. Mentre gli italiani, si comprano, però hanno due difetti. In primis, accanirsi troppo nelle contrattazioni e poi essere un po' bugiardi, perché ogni volta per togliersi d'impaccio ripetono : "Ci devo pensare…torno più tardi", senza mai più far ritorno.



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