Giustizia/ Di Pietro (Idv) ad Affaritaliani.it: con l'elezione diretta dei pm non ci sarebbe più la democrazia. Contrari anche Pd e Udc
Il Partito Democratico boccia la proposta della Lega Nord di eleggere direttamente i pubblici ministeri. "Mi sembra che ci porti un po' fuori strada rispetto al confronto in atto", afferma ad Affaritaliani.it Giorgio Tonini, braccio destro di Walter Veltroni. "Anche il ministro Alfano mi pare che avesse dichiarato nei giorni scorsi di voler ripartire dalla bozza Boato, che parla più realisticamente di separazione delle carriere senza separare in modo netto la figura del pm da quella del giudice giudicante". E ancora sull'elezione dei pm: "Una soluzione di questo genere ci porta fuori dal nostro ordinamento costituzionale, cioè richiederebbe una riforma profonda e radicale. Mi pare che sia il terreno più difficile sul quale cercare una convergenza con il Centrosinistra. Francamente a me non sembra che sia una strada utile e praticabile".
GIUSTIZIA/ VIETTI (UDC): ELEZIONE DIRETTA PM? DIALOGO A RISCHIO
"L'ipotesi dell'elezione diretta del pm non aiuta a trovare convergenze e mette a rischio la stessa possibilità di dialogo, perché sconvolge dalle fondamenta il nostro sistema giudiziario, allontanandoci dall'Europa". È quanto sostiene il vice presidente dei deputati dell'Udc Michele Vietti. Il parlamentare dell'Unione di centro ricorda il seminario sulla giustizia organizzato dal suo partito per il 2 e 3 settembre, come "occasione per tutti per mettere finalmente le carte in tavola di una riforma della giustizia sensata e praticabile".



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