Usa 2008/ Hillary con Obama. Ma i sostenitori non ci stanno: astensione o voto per Mccain. Ora tocca a Bill Clinton
Hillary ha fatto il suo dovere. Ha appoggiato senza se e senza ma Obama, non ha mancato di ricordare le sue battaglie, ha attaccato McCain e ha lanciato un appello a non dividersi. Ora tocca a Bill Clinton, ma sul suo discorso aleggia qualche dubbio. Si dice che l'ex presidente sia molto arrabbiato perchè il candidato democratico non avrebbe neanche preso in considerazione la possibilità che sua moglie potesse diventare il vice.
Il discorso di Bill segna comunque la fine della dinastia dei Clinton soprattutto dopo il passaggio di consegne del patriarca Ted Kennedy a Barack Obama. Ma i sostenitori di Hillary non mollano e sono pronti a dare ancora battaglia. "Obama a differenza di Hillary non ha esperienza. Non ha un buon programma sulla sanità. Non sa nulla di politica estera. Ho dei dubbi sul sui patriottismo", si lamenta un accanito sostenitore. "Astnsione o voto per McCain", assicura un altro. Segno che nonostante le apparenze, la base del partito è ancora divisa. Il voto dei sostenitori della Clinton mercoledì a Denver e soprattutto a novembre e tutt'altro che scontata.
Intanto Obama deve fare i conti con il voto che lo incoronerà ufficialmente candidato democratico alla Casa Bianca. Un voto scontato ma importante per il senatore che vuole incassare un'acclamazione popolare, per rafforzare il suo ruolo di fronte agli elettori del partito dell'Asinello, conquistando anche i voti dei sostenitori di Hillary. L'ultimo sondaggio della Cnn rivela che il 68% sarebbe pronto a votare per lui, in calo però rispetto al 75% di giugno.
Lo scopo è scongiurare una frattura plateale. I Clinton volevano che ogni delegazione esprimesse la sua preferenza davanti al palco della Convention, per dimostrare che Hillary conta ancora. Ma questo avrebbe sancito le divisioni del partito. L'accordo è stato trovato nelle ultime ore. Mercoledì sera voteranno pubblicamente solo alcuni grandi Stati rappersentativi (L'Illinois di Obama e lo stato di New York di Hillary).
SOLO 4 MESI ANCORA...DI BUSH, NUOVO TORMENTONE A DENVER. "Solo quattro mesi ancora"... di George W. Bush, e non "altri quattro anni": è il nuovo tormentone della Convention Nazionale democratica di Denver. Lo slogan lanciato sul palco dello stadio 'Pepsi Center' da Bob Casey, senatore della Pennsylvania, è stato subito adottato e ripetutamente scandito dalla platea, dagli altri oratori e perfino dalla star della serata, Hillary Clinton. Il motto originario era stato lanciato dal presidente uscente Bush alla fine del suo primo mandato, nel 2004, quando chiese e ottenne di essere riconfermato appunto "per altri quattro anni".
DOPO LA CONVENTION TOUR ON THE ROAD SULL'OBAMA BIDENBUS. Chiusa giovedì la convention democratica di Denver con l'investitura formale di Barack Obama e Joe Biden, i due si lanceranno in un tour in autobus degli stati più incerti come Michigan, Ohio e Pennsylvania. Il tour on the road, riferisce la Cnn, e' stato battezzato 'On the Road to Change' (Sulla strada per il cambiamentocambiare). Il tour in autobus sarà il primo impegno congiunto, di tale portata, del nuovo binomio democratico Obama-Biden.
STANDING OVATION PER HILLARY. Ovazione dei democratici alla Clinton: netta nell’appoggiare Barack, non ha mancato di ricordare le sue battaglie, l'assistenza medica universale innanzitutto. Poi l'invito a non dividersi e l'attacco a McCain. "Non c'è un momento da perdere e un voto da sprecare: dobbiamo eleggere Barack Obama presidente degli Stati Uniti". Nel discorso più difficile della sua vita, quello che avrebbe voluto fare due giorni dopo, giovedì sera, quando la parola spetta al candidato alla Casa Bianca, Hillary Clinton ha tirato fuori tutta la sua grinta per convincere i suoi elettori a non regalare la presidenza a John McCain: "Non mi sono battuta per 35 anni per i bambini, per dare l'assistenza sanitaria a tutte le famiglie, per i diritti delle donne e per l'istruzione per vedere un altro repubblicano alla Casa Bianca".
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