"Gesto politico"/ In tre si danno fuoco in piazza Tienanmen
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Non sarebbero stati dissidenti, bensì semplici contestatori venuti nella capitale dalla provincia per sporgere reclamo contro un non meglio specificato torto subito, i tre individui che hanno tentato di darsi fuoco nel cuore di Pechino, a meno di un chilometro di distanza dalla celebre Piazza Tienanmen, teatro nel giugno '89 delle manifestazioni studentesche a favore della democrazia: lo hanno affermato fonti dell'Ufficio cittadino per la Pubblica Sicurezza, citate dall'agenzia di stampa 'Xinhua', senza indicare i motivi della presunta protesta.
"Erano venuti a Pechino per presentare un ricorso relativo a loro lamentele, a problemi personali", recita l'asciutto testo di un comunicato diramato nel giro di poche ore. I tre, due uomini e una donna, verso le 15 locali, le 8 del mattino in Italia, hanno appiccato le fiamme all'interno dell'auto di cui erano a bordo, un'utilitaria di colore grigio metallizzato in sosta all'incrocio tra Viale Chang, la principale arteria della capitale cinese che attraversa in direzione est-ovest l'intera Piazza Tienanmen, e Via Wangfujing, epicentro dello shopping di lusso in citta'.



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